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Martedì 14 settembre 2021 - 12:22

Euro 2020, Mancini: Italia-Turchia gara cruciale per il successo

"Spagna ci ha fatto soffrire tanto", dice il Ct alla UEFA

Euro 2020, Mancini: Italia-Turchia gara cruciale per il successo
Roma, 14 set. (askanews) – E’ stata Italia-Turchia, la gara inaugurale di Euro 2020 vinta 3-0 dagli azzurri all’Olimpico, il momento “cruciale” per la vittoria della nazionale nella competizione. Lo ha confessato il Ct Roberto Mancini, in un’intervista concessa alla UEFA nel report tecnico della competizione.


“Eravamo davvero convinti dopo quello che avevamo fatto nella preparazione al torneo, ma sicuramente la partita più importante – direi cruciale – è stata la prima”, ha spiegato l’ex allenatore di Lazio, Inter, Manchester City e Galatasaray, “In una competizione con una fase a eliminazione diretta, la gara d’apertura è sempre la più complicata. Ma quando ti adatti alla competizione, le cose diventano diverse”.



Nei quarti gli azzurri si sono trovati di fronte l’ostacolo Romelu Lukaku ma lo hanno brillantemente superato. “Penso che contro il Belgio sia stata un’altra partita molto importante. Ma lo è stata anche la finale contro l’Inghilterra”, ha raccontato il Ct. “Abbiamo sofferto un po’ di più contro la Spagna perché probabilmente hanno giocato la loro miglior partita di tutto il torneo e sono molto forti. Ma credo che dagli ottavi in poi siano state tutte grandi gare. Ce ne sono alcune in cui devi soffrire: la Spagna ci ha sorpreso all’inizio giocando senza un attaccante di ruolo. Ci hanno creato molti problemi e abbiamo passato momenti difficile perché per la maggior parte del tempo non avevamo il possesso della palla”.


Per Mancini non è stato difficile implementare un nuovo stile di gioco, più offensivo, dopo il fallimento del 2018 con la mancata qualificazione al Mondiale. “E’ stato in realtà piuttosto semplice, perché ho trovato dei giocatori desiderosi di fare qualcosa di speciale”, ha raccontato, “Erano entusiasti del progetto perché per loro rappresentava qualcosa di diverso. Erano curiosi di scoprire che cosa noi italiani sapessimo fare. C’è ovviamente voluto un po’ di tempo, ma non troppo”.



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