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Martedì 5 luglio 2022 - 17:38

Omar Sosa e Marialy Pacheco, a Roma il duo pianistico cubano

L'8 luglio alla Casa del Jazz "Manos" per I Concerti nel Parco

Omar Sosa e Marialy Pacheco, a Roma il duo pianistico cubano
Roma, 5 lug. (askanews) – Omar Sosa e Marialy Pacheco saranno i protagonisti di “Manos”, omaggio a Cuba e alle loro radici musicali afro-cubane. Il duo pianistico si esibirà alla Casa del Jazz a Roma l’8 luglio per la rassegna “I Concerti nel Parco”, unica data italiana in collaborazione con Kino Music.


Omar Sosa, artista cubano fra i più eclettici ed innovatori dell’ultimo ventennio, è stato più volte ospite delle precedenti edizioni de I Concerti nel Parco, insieme a Paolo Fresu, Yilian Canizares, Enrnesticco. Marialy Pacheco, anche lei cubana di nascita, prima donna a vincere la Piano Solo Competition al Montreux Jazz Festival, ha un tocco sensuale ed uno stile che è una miscela unica di musica tradizionale cubana, ritmi afro-cubani e jazz contemporaneo.



“Una combinazione del mio approccio di improvvisazione jazz con il bellissimo stile orchestrale di Marialy – racconta Omar Sosa in un comunicato – una fusione che ci è venuta semplice e naturale consentendoci di dialogare musicalmente in nuovi modi, e di celebrare la ricchezza delle nostre radici afro-cubane. Quattro mani e quattro piedi che, in un pazzo interplay tra forte e pianissimo, creano un’atmosfera ipnotica.”


“Negli anni Novanta a Cuba, quando avevo circa 18 anni – racconta Marialy Pacheco – avevo una videocassetta di Omar Sosa che suonava un concerto open-air per migliaia di persone. Il suo modo di suonare era incantevole. Ho guardato quel video quasi ogni giorno, apprendendo il più possibile, ipnotizzata dalla sua arte, senza immaginare che dopo molti anni mi sarei trovata seduta al pianoforte davanti a lui sul palco, suonando insieme, imparando da lui, condividendo le storie di vita, e chiamandolo amico. Apparteniamo a due generazioni differenti eppure abbiamo la stessa estetica quando si parla di musica e del modo di approcciarci al nostro duo. Non abbiamo bisogno di parole quando suoniamo insieme. C’è una connessione immediata, una comprensione musicale e un profondo senso di fiducia che è davvero importante, specialmente perché creiamo costantemente mentre suoniamo, i momenti musicali svaniscono tanto velocemente quanto nascono”.



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