Header Top
Logo
Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Spettacolo
  • Il 14 dicembre presentazione del docufilm “Corpi Liberi” di Lozzi

colonna Sinistra
Venerdì 10 dicembre 2021 - 15:29

Il 14 dicembre presentazione del docufilm “Corpi Liberi” di Lozzi

A Nuovo Cinema Aquila a Roma e a Asti International Film Festival

Il 14 dicembre presentazione del docufilm “Corpi Liberi” di Lozzi
Roma, 10 dic. (askanews) – “Non abbiamo slogan per contenere le nostre identità”. Recita così uno striscione del primo Pride avvenuto nell’università più grande d’Europa, La Sapienza di Roma, nel 2018. Un evento storico: a raccontarne la potenza in immagini e parole è il film documentario transfemminista “Corpi Liberi” di Fabiomassimo Lozzi, il regista che per due anni ha seguito i giovani studenti e studentesse in questo percorso di rivendicazione e emancipazione, nelle manifestazioni e nel festival Sapienza Pride che sono riusciti a creare. Il docufilm sarà presentato il 14 dicembre a Roma al Nuovo Cinema Aquila (alle 20:30) e in contemporanea all’Asti International Film Festival e il 17 dicembre all’Omovies International film festival a Napoli. Innovativo e inedito, è costruito in maniera anarchica e anticonvenzionale e non segue le regole dell’estetica e della narrativa prestabilita.


Protagonista di primo piano è il collettivo studentesco Prisma, nato all’interno del sindacato degli studenti Link: “Vogliamo provare a rappresentare il prisma di colori di chi vive l’università. Una comunità che vive sottotraccia”. Si tratta della comunità LGBTQI+ che prende il testimone politico della rivolta di Stonewall, la storica protesta del 1969 considerata simbolicamente il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo. Ma i/le giovani di Prisma reclamano l’aspetto rivoluzionario di Stonewall, quello dimenticato: “Che cosa vogliono dire quelle tematiche oggi? Erano discriminati dal punto di vista etnico, perché omosessuali, poveri, trans: questa è una condizione esistenziale e politica”. Collegano così i diversi tipi di oppressione, quella economica, etnica, di genere rivendicando “l’intersezionalità delle lotte”.



Nel festival c’è spazio per parlare dei diritti dei migranti Lgbt+, di disabilità e sessualità liberata e per un seminario condotto dalle drag queen Karma B, le madrine del primo Sapienza Pride. Il regista Fabiomassimo Lozzi riesce quasi a scomparire nel racconto: si muove a suo agio tra Pride e corpi colorati, collettivi e rivoluzionari. “Vedendo il loro caleidoscopico, chiassoso, contagioso corteo sfilare tra i silenziosi e austeri viali della “mia” università – ha raccontato Lozzi – ho rivisto me stesso alla loro età, ventenne omosessuale spaventato dal dover affrontare un mondo che non contemplava la mia esistenza; ho pensato a come sarebbe stato diverso il mio percorso, la mia vita, se ci fosse stato qualcosa di simile a sostenermi, a farmi sentire accolto e incoraggiato, orgoglioso di quello che ero e sono”.


D’altra parte le ragazze e i ragazzi di Prisma ripetono “Il corpo è uno strumento potente, è un materiale rivoluzionario” lo ripetono per strada e nelle aule universitarie. Gli obiettivi sono tanti: cambiare il mondo dell’istruzione dando spazio alle storie sulle persone LGBTQI+ per formare cittadine e cittadini migliori, rinnovare il linguaggio contro il sessismo del maschile, avere un’università gratuita e di qualità. Ed infine: rovesciare la società capitalistica. “Il Pride nasce rivolta e deve essere rivolta perché è una società sessista e patriarcale. Per questo combattiamo contro l’eteropatriarcato machista e contro il capitalismo”. Il punto d’arrivo è il comunismo queer per una società liberata. E il pantheon di riferimento è ampio: Judith Butler e Engels, Luce Irigaray e Mario Mieli, il subcomandante Marcos e i curdi del Rojava. “Siamo di fronte a una battaglia culturale e generale che investe tutta la società, e possiamo portarla avanti solo se capaci di incrociare le nostre lotte con quelle delle donne, dei/delle migranti, di tutti i soggetti che oggi vivono in condizioni di subalternità e marginalità e di coloro che oggi vengono relegati ai margini perché fuori-norma, portando avanti un’ottica pienamente intersezionale, anti-fascista, anti-sessista, anti-razzista e contro ogni forma di omobitransfobia”. Il documentario “Corpi liberi” rimette in agenda le prossime sfide del mondo che verrà.



Il film è prodotto da Inthelfilm, Nuvole Rapide Produzioni e Fabiomassimo Lozzi e distribuito da OpenDDB. Protagonisti sono Susanna Chiulli, Benedetta Previdi, Elisa Ragogna, Riccardo Russo, Riccardo Sala e tutti quelli del collettivo Prisma.




CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su