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Martedì 23 novembre 2021 - 23:03

Teatro, alla Sala Umberto a Roma “Taddrarite Pipistrelli”

Con Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza e Luana Rondinelli

Teatro, alla Sala Umberto a Roma “Taddrarite Pipistrelli”
Roma, 23 nov. (askanews) – Una notte per svelare ciò che non era mai stato detto. Tre sorelle vegliano, come nelle vecchie tradizioni siciliane, il marito morto della sorella minore. Il velo del silenzio, del pudore, delle bugie viene squarciato da un vortice di confessioni e dall’esplosione di emozioni, in un chiacchiericcio di musicalità e pungente ironia le donne vengono trascinate in un’atmosfera surreale. Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza, Luana Rondinelli in “Taddrarite Pipistrelli”, in scena alla Sala Umberto a Roma dal 30 novembre al 5 dicembre(testo e regia Luana Rondinelli, aiuto regia Silvia Bello, musiche Ottoni Animati e Roberta Prestigiacomo; tecnico luci Alberto Tizzone, costumi Francesca Di Giuliano; coordinatrice artistica Monica Manfredi, organizzazione Marcella Santomassimo, amministrazione Sabrina Competiello).


Grottesca e ilare è la visione drammatica della vita di queste donne, si ride e si sorride, e si ha il coraggio di affrontare con sarcasmo le violenze che non avevano mai osato confessare. Passata la lunga notte, l’anima del defunto, secondo tradizione, ha finalmente lasciato la casa. Il nuovo silenzio che avvolge le tre sorelle è ora intessuto di forza, di voglia di reagire e combattere perché ogni donna non dovrà nascondersi e nascondere più.



Una storia “focosa”, crudele, come la mia terra. Una storia vera di donne succubi, schiave, “sciroccate”, prese alla gola dalla morsa del destino che le accomuna, dai segreti stretti in grembo, dalle lingue morse pur di non parlare ed evitare la vergogna per rendersi coraggiose e sopportare le violenze subite dai mariti. Ho scelto la via dell’istinto, dell’ironia, dei sorrisi amari pur di non farle cadere sconfitte; la via delle parole sussurrate, senza prepotenza e con l’ingenuità e la tristezza che mi accomuna alla vita di “sti fimmine”.




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