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Mercoledì 13 aprile 2022 - 14:17

Cambiamenti climatici, le 10 parole del 2022 secondo Quantis

Da Antropocene a Greenwashing, e in più i Planetary Boundaries

Cambiamenti climatici, le 10 parole del 2022 secondo Quantis
Milano, 13 apr. (askanews) – Dieci parole, più una undicesima, che saranno al centro del dibattito sui cambiamenti climatici in questo 2022 nato nella tenaglia di pandemia e guerra, ma che non può scordare la crisi climatica, emergenza globale quanto e più delle altre due. La società di consulenza ambientale Quantis ha stilato un glossario sul clima che vorrebbe essere “un vademecum per comprendere la portata degli impegni che i governi, le aziende e le organizzazioni stanno sottoscrivendo”, oltre che uno strumento per aiutare le persone a orientarsi.


Si parte con la voce “Antropocene”, definizione che inquadra l’inequivocabile influenza delle attività umane sulle concentrazioni aumentate di gas serra nell’atmosfera, per poi passare a “Carbon footprint” o impronta di carbonio, che quantifica le emissioni di gas a effetto serra causate da un prodotto, da un servizio, da un’organizzazione, da un evento o da un individuo, espresse in tonnellate di CO2 equivalente.



Poi, in serie, nell’elenco compaiono: “Climate change mitigation”, “Climate neutrality” e “Climate strategy”, ossia gli obiettivi basati su una quantificazione puntuale delle proprie emissioni, per attivare un percorso virtuoso, e costruire una tabella di marcia per raggiungerli. La sesta parola è “Net-Zero”, una strategia che prevede la riduzione attiva delle emissioni nella propria catena del valore e la rimozione unicamente di quella porzione residua di GHG che non possa essere eliminata per raggiungere il bilanciamento tra emissioni e rimozioni entro il 2050.


La “Science Based Target Initiative”, settima parola, è una partnership tra Carbon Disclosure Project (CDP), United Nations Global Compact, World Resources Institute (WRI) e World Wide Fund for Nature (WWF) che si ripromette di dare corpo, a livello aziendale, agli impegni presi durante gli Accordi di Parigi per il contenimento dell’innalzamento delle temperature a + 1,5 gradi centigradi rispetto all’età pre-industriale.



“Riduzione”, “Compensazione” e “Greenwashing” sono le altre tre parole della decina, che si completa poi con un undicesimo termine: “Planetary Boundaries”. Si tratta dei “confini planetari”, e la definizione fa riferimento a un modello scientifico recente del 2009 che prese le mosse dal celebre “The limit of Growth” del Club di Roma (1972) e ne offre una formulazione più completa e precisa. I Planetary Boundaries corrispondono a 9 aree operative che l’umanità dovrebbe monitorare con regolarità, per continuare ad agire nel perimetro di salvaguardia ambientale e rispetto alle quali sono necessari interventi mirati al fine di perseguire uno sviluppo rispettoso della sostenibilità. Si tratta cioè di limiti ambientali entro i quali l’umanità può operare in sicurezza, superati i quali possono verificarsi cambiamenti ambientali bruschi e irreversibili con gravi conseguenze.


“Le parole sono importanti – ha detto Simone Pedrazzini, direttore di Quantis Italia – non solo nella vita quotidiana, come ci ricordava un grande regista. Alla crescente attenzione, e mobilitazione della società civile verso la sostenibilità, ha fatto eco negli ultimi anni un crescente e positivo impegno di Paesi, organizzazioni e aziende. Per questo motivo crediamo possa essere interessante e di valore approfondire alcune delle parole chiave che si sono andate diffondendo. Dall’incomprensione nasce la possibilità di fraintendimento e quindi il greenwashing; al contrario gli impegni positivi possono essere valorizzati dalla chiarezza espositiva”.



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