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Martedì 23 febbraio 2021 - 13:44

Ue: più sinergie tra tecnologie civili, dello spazio e della difesa

Piano d'azione in 11 punti. Individuati tre progetti bandiera
Ue: più sinergie tra tecnologie civili, dello spazio e della difesa

Roma, 23 feb. (askanews) – Rafforzare la complementarità tra i programmi e gli strumenti pertinenti dell’UE in materia di ricerca, sviluppo e diffusione per accrescere l’efficienza degli investimenti e l’efficacia dei risultati; far sì che i finanziamenti dell’UE per la ricerca e lo sviluppo, anche nei settori della difesa e dello spazio, producano vantaggi economici e tecnologici per i cittadini europei; facilitare l’uso dei risultati della ricerca industriale e dell’innovazione in campo civile nei progetti di cooperazione europea in materia di difesa.

Questi i tre principali obiettivi del Piano d’azione sulle sinergie tra i settori civile, della difesa e dello spazio presentato ieri dalla Commissione europea per rafforzare ulteriormente il vantaggio tecnologico dell’Europa e sostenerne la base industriale. Il piano d’azione è concepito per inserirsi in un contesto in cui, per la prima volta, – spiega la Commissione – i finanziamenti dell’UE offrono opportunità per potenziare l’innovazione europea mediante l’individuazione e lo sfruttamento del potenziale rivoluzionario delle tecnologie negli aspetti comuni agli usi in campo civile, della difesa e dello spazio, come il cloud, i processori, la cyber intelligence e l’intelligenza quantistica e artificiale.

“Con il Fondo europeo per la difesa – ha dichiarato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per ‘Un’Europa pronta per l’era digitale’ in occasione della presentazione – disponiamo di un importante potenziale di sinergie tra l’innovazione nel settore dello spazio e della difesa e la ricerca e l’innovazione a scopi civili. Ne abbiamo bisogno per una serie di tecnologie critiche. Il piano d’azione consiste in un approccio sistematico e metodologico alle sinergie nelle tecnologie critiche appartenenti a queste tre sfere. L’idea è che le innovazioni interessino sistematicamente una molteplicità di utilizzi fin dalla progettazione e che sia possibile sfruttare l’enorme potenziale di innovazione dei ricercatori e delle start-up”.

“Lo sfruttamento ottimale del Fondo europeo per la difesa e la garanzia di forti sinergie tra le tecnologie civili, della difesa e dello spazio – ha dichiarato Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno – genereranno innovazioni rivoluzionarie e consentiranno all’Europa di rimanere il punto di riferimento mondiale per la definizione degli standard. Ridurranno inoltre la nostra dipendenza dalle tecnologie critiche e rafforzeranno la leadership industriale di cui abbiamo bisogno per riprenderci dalla crisi”.

Tenendo presenti i tre obiettivi principali, la Commissione ha annunciato undici azioni mirate, incentrate sull’interazione tra i settori civile, della difesa e dello spazio. Si tratta di istituire un quadro volto a rafforzare le sinergie e l’arricchimento reciproco tra tutti i programmi e gli strumenti pertinenti dell’UE, ad esempio nel settore del digitale, del cloud e dei processori; inquadrare in modo sistematico e coerente lo sviluppo di tecnologie critiche, innanzi tutto individuando tali tecnologie e i futuri requisiti in materia di capacità e, in un secondo momento, elaborando tabelle di marcia tecnologiche. Ancora, sostenere, in tutta l’Unione, l’innovazione generata dalle start-up, dalle piccole e medie imprese (PMI) e dalle organizzazioni di ricerca e tecnologia (RTO) agevolando il loro accesso a nuove opportunità, anche tramite la creazione di una rete di “incubatori dell’innovazione”.

E poi – prosegue la Commissione – prepararsi all’avvio di tre progetti faro che potrebbero segnare una svolta radicale: le tecnologie dei droni, che migliorano la competitività dell’industria dell’UE in questo settore tecnologico critico caratterizzato da una forte dimensione di difesa; una connettività spaziale sicura che, basandosi sulla crittografia quantistica, dovrebbe fornire un sistema di connettività resiliente e connessioni ad alta velocità a tutti i cittadini europei; e la gestione del traffico spaziale, necessaria per evitare eventi di collisione che possono derivare dalla proliferazione di satelliti e detriti spaziali e, al tempo stesso, per assicurare un accesso autonomo allo spazio.

Benché la sua portata si limiti ai programmi e agli strumenti dell’UE, il piano d’azione, secondo Bruxelles, può anche innescare un analogo effetto sinergico positivo a livello nazionale grazie al cofinanziamento di progetti dell’UE da parte degli Stati membri. Il partenariato transatlantico e la cooperazione con altri paesi che condividono gli stessi principi possono sostenere l’impegno dell’UE in questo campo.

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