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Giovedì 14 maggio 2020 - 14:51

ExoMars, la camera Cassis a caccia di rugiada nel mattino marziano

Immagini inedite delle venature di sabbia e brina nel cratere Hale
ExoMars, la camera Cassis a caccia di rugiada nel mattino marziano

Roma, 14 mag. (askanews) – Un gruppo di scienziati guidati da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dall’Università di Padova ha utilizzato per la prima volta la camera CaSSIS (Colour and Stereo Surface Imgaging System), a bordo del Trace Gas Orbiter (Tgo) della missione ExoMars 2016, per ottenere inedite immagini delle Recurring slope lineae (RSL), linee scure che appaiono stagionalmente in corrispondenza di affioramenti rocciosi in cima a molte scarpate sulla superficie di Marte. Queste strutture sembrano delle strisce di sabbia bagnata e si propagano per centinaia di metri, seguendo la topografia del terreno. L’interesse verso le RSL è dovuto alla speranza di avvistare acqua liquida per la prima volta sulla superficie di Marte, e la loro origine rappresenta uno dei grandi misteri del Pianeta rosso. Lo studio, accettato per la pubblicazione sulla rivista Planetary Space Science, riporta l’analisi di 125 RSL e il confronto con le immagini ottenute da altre missioni. Nello specifico sono state studiate le RSL all’interno del cratere marziano Hale.

Scoperte nel 2011, le Recurring Slope Lineae – si legge in una nota di Asi e Inaf – variano col passare delle stagioni marziane e sono visibili generalmente in molte zone dove si hanno delle scarpate, come i crateri da impatto. Appaiono durante le stagioni calde (temperatura oltre i 0° C) come delle linee scure che si propagano seguendo la pendenza del pendio, e svaniscono nelle stagioni fredde. La correlazione tra la presenza delle RSL e temperature superiori al punto di fusione del ghiaccio d’acqua, eventualmente salata (brina), ha portato la comunità scientifica ad avanzare l’ipotesi che queste potessero essere dei flussi di acqua liquida sulla superficie di Marte.

Secondo questa ipotesi, le RSL sarebbero generate dallo scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo o da un processo chiamato deliquescenza, ovvero l’assorbimento dell’umidità atmosferica da parte di sali igroscopici presenti nel terreno e il suo successivo rilascio come soluzione acquosa.

Altri ricercatori, con simulazioni numeriche e analisi topografiche, hanno suggerito che le RSL siano invece dei flussi di materiale granulare, del tutto privi d’acqua. Il fatto che ad oggi non vi sia ancora una spiegazione univoca circa la loro natura rende queste strutture stagionali una tematica scientifica di grande interesse per lo studio del Pianeta rosso. Se la correlazione tra le RSL e la presenza di acqua liquida sulla superficie fosse confermata avrebbe infatti innumerevoli implicazioni, di carattere astrobiologico e relative all’esplorazione e all’abitabilità futura di Marte.

L’aspetto importante di questo studio – sottolineano Inaf e Asi – è che le immagini di CaSSIS sono state ottenute durante il mattino marziano (verso le ore 11) e confrontate poi con immagini di HiRISE (la camera ad alta risoluzione a bordo della missione NASA Mars Reconnaissance Orbiter) prese nel pomeriggio (intorno alle 14 ora su Marte). Questo tipo di osservazioni è ora possibile proprio grazie alla camera del TGO, poiché – per motivi orbitali – è l’unico strumento attualmente attorno a Marte in grado di acquisire immagini ad alta risoluzione (4.65 metri per pixel) durante le ore del mattino e di conseguenza un’analisi di osservazioni questo tipo non era mai stata fatta prima d’ora. CaSSIS consente di seguire l’evoluzione RSL sia al variare delle stagioni, ma soprattutto e per la prima volta durante il giorno marziano.

Queste osservazioni sono fondamentali per lo studio delle RSL poiché, se esse fossero formate da acqua, ci si aspetterebbe che evaporino durante l’arido pomeriggio marziano, diventando meno scure rispetto al mattino, quando invece l’aria è più umida. CaSSIS consente di osservare queste variazioni di colore al mattino anche per la sua elevata risoluzione spaziale. HiRISE, pur consentendo una risoluzione spaziale addirittura maggiore, può osservare le RSL solo al pomeriggio, precludendo una caratterizzazione della loro evoluzione diurna.

(segue)

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