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Giovedì 6 giugno 2019 - 14:49

Antartide, nei ghiacci la memoria del clima di migliaia di anni fa

La scienziata Elena Joli al convegno di Confagricoltura Donna
Antartide, nei ghiacci la memoria del clima di migliaia di anni fa

Roma, 6 giu. (askanews) – Nei ghiacci profondi dell’Antartide si celano le tracce del passato climatico del nostro pianeta, le orme intrappolate dell’atmosfera di centinaia di migliaia di anni fa, che possono aiutarci anche a capire dove ci stanno portando i cambiamenti climatici. Dell’Antartide e delle ricerche che si stanno svolgendo in questo ambito ha parlato Elena Joli, fisica teorica, nel suo intervento al convegno organizzato da Confagricoltura Donna su “Cambiamenti climatici: le donne guardano al futuro” che ha segnato l’avvio di un’alleanza tra agricoltrici, scienziate, ricercatrici e parlamentari per elaborare strategie innovative nella lotta ai cambiamenti climatici.

Elena Joli ha raccontato la sua esperienza sul campo. L’anno scorso, infatti, insieme a 76 scienziate provenienti da tutto il mondo (lei unica dall’Italia) ha partecipato a una spedizione in Antartide grazie al progetto australiano “Homeward Bound” proprio per studiare il clima.

“Siamo partite in 77 da tutto il mondo, – racconta Joli ad askanews – io ero l’unica italiana (c’era un’altra italiana che però lavora in Francia). Abbiamo visitato 4 basi scientifiche (cinese, argentina, americana, inglese) dove abbiamo interagito con i ricercatori stanziali, che trascorrono molti mesi in quei luoghi, partecipando alle loro attività di biologia marina e di climatologia continentale”. “La Terra – prosegue Joli, che dopo essersi dedicata per anni allo studio dei buchi neri, oggi insegna fisica in una scuola superiore di Cesena e scrive testi scientifici – è davvero un sistema globale, un sistema dinamico in cui ciò che accade ai Poli, che sono come le due sorgenti fredde di questa grande macchina termica che è la Terra, ha ripercussioni anche alle nostre latitudini. Lo studio delle regioni continentali antartiche dell’oceano australe offre informazioni preziose perché sono luoghi particolarmente sensibili agli effetti del cambiamento climatico e del riscaldamento globale. Quindi un piccolo effetto che viene registrato in Antartide sappiamo che avrà ripercussioni sul resto del pianeta. Per non parlare poi del fatto che attraverso i carotaggi nel ghiaccio andiamo indietro nel tempo, sono come capsule del tempo che mantengono le informazioni dell’atmosfera di 200 mila anni fa, siamo arrivati fino a 850mila anni fa. Quindi ad esempio si riesce a capire la concentrazione di CO2, il principale gas serra la cui concentrazione viene aumentata dalle attività antropiche”.

“Se tornerò in quei luoghi? Beh, il mal d’Antartide mi ha già contagiata. Sì, ho intenzione di tornarci, ma non so quando. Nell’attesa – conclude – mantengo viva questa esperienza indimenticabile raccontandola ad esempio nelle scuole e nelle università”.

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