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Giovedì 16 maggio 2019 - 14:09

Spazio: a giugno il lancio di LightSail 2, il veliero spaziale

La navicella della Planetary Society alimentata da vele solari
Spazio: a giugno il lancio di LightSail 2, il veliero spaziale

Roma, 16 mag. (askanews) – Ha un peso di 5 Kg e dimensioni più o meno simili a quelle di un tostapane. È LightSail 2, il veicolo spaziale che lascerà la Terra il prossimo 22 giugno dal Kennedy Space Center, in Florida, a bordo di un razzo Falcon dell’azienda aerospaziale statunitense Space X.

Una piccola scatola spaziale che racchiude in sé due grandi novità. La prima – si legge su Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica – è che la sua costruzione, e tutto quello che c’è dietro il progetto, è stata finanziata da comuni cittadini. Appassionati di astronomia che hanno aderito all’idea della Planetary Society, fondazione americana non governativa, non profit e attiva a livello internazionale, che promuove con diversi progetti l’astronomia, le scienze planetarie e l’esplorazione spaziale.

La seconda novità è che LightSail 2 – come si evince dalla traduzione delle due parole che costituiscono il suo nome inglese: luce e vela – è stato progettato per “navigare” attorno al nostro pianeta utilizzando la spinta della sola pressione di radiazione sulle vele solari di cui il veicolo è dotato. Detto altrimenti, grazie alla spinta che i fotoni della nostra stella imprimono sulle vele dispiegate.

La struttura è modulare, formata da quattro unità essenziali. Quella principale consiste in un satellite miniaturizzato, tipo CubeSat, che può condurre diversi esperimenti scientifici in orbita. Ci sono poi un modulo contenente telecamere, sensori e sistemi di controllo e, infine, altre due unità che servono a contenere e dispiegare quelle che fanno di LightSail 2 un vero e proprio “veliero spaziale”: le vele solari, appunto. Vele che, una volta dispiegate, consentiranno al veicolo di raggiungere e mantenere la sua orbita grazie alla forza propulsiva della pressione dei fotoni del Sole, dunque senza necessità di carburante. Una forza propulsiva piccola (dell’ordine dei micro newton per metro quadrato di vela) ma inesauribile, come lo è il nostro Sole – almeno per i prossimi 5 miliardi di anni.

LightSail 2 andrà nello spazio con la missione Stp-2, viaggiando verso la sua destinazione racchiuso e integrato in un P-Pod (Poly Picosatellite Orbital Deployer) chiamato Prox-1: praticamente una scatola che contiene la scatola. Sette giorni dopo il lancio, Prox-1 dispiegherà LightSail 2. Solo a quel punto, fatti i dovuti controlli relativi allo stato di operatività del veicolo, LightSail 2 aprirà i suoi quattro pannelli solari. Infine, il giorno successivo, quattro braccia metalliche srotoleranno le quattro vele solari triangolari. Quelle che gli permetteranno via via di risalire verso un’orbita sempre più alta, fino a 720 km.

In caso di successo, – prosegue Media Inaf – LightSail 2 diventerà il primo veicolo spaziale a raggiungere l’orbita prestabilita avvalendosi della luce solare. Un risultato che potrà costituire una spinta all’utilizzo della tecnologia in altri progetti. Ad esempio, la navicella Nea Scaut della Nasa potrebbe usare le vele solari per visitare un Nea, un asteroide vicino alla Terra.

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