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Lunedì 14 settembre 2015 - 18:02

Arancione, sferico e nottambulo. Ecco identikit dell’Ufo italiano

Analisi Media Inaf su dati avvistamenti segnalati all'Aeronautica
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Roma, 14 set. (askanews) – Ufo, termine ormai noto a tutti. Ma non a tutti è concesso di vivere un reale avvistamento, e dunque vedere come è fatto un Ufo. A provare così a disegnare un identikit valido in termini statistici della vera immagine di un Ufo, almeno in Italia, ci ha pensato Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica, che ha analizzato i dati degli avvistamenti nei cieli nazionali segnalati all’Aeronautica militare dal 2010 al 2014. Intervistando anche il Gen. Massimo Berti, responsabile del reparto che se ne occupa, e scoprendo che ha ben poco a che fare con gli alieni. Anche se il “mistero” su cosa siano veramente questi avvistamenti resta.

L’ultimo in ordine di tempo a conquistare giornali e siti internet è l’oggetto misterioso che avrebbe sfiorato l’ala d’un aereo Ryanair, prontamente sbugiardato come falso da ufosonearth.com. Ma avvistamenti di Ufo, in italiano OVNI (Oggetti Volanti Non Identificati), la cronaca ne riporta in continuazione. Anche nel nostro Paese. Al punto che già dagli anni Settanta fu infatti affidato all’Aeronautica militare il compito di tenere traccia delle segnalazioni sul territorio nazionale.

L’attività, attualmente, viene svolta dal Reparto Generale Sicurezza (RGS) dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, che da qualche anno ha predisposto un dettagliato modulo di segnalazione pensato proprio per notificare in modo ufficiale l’avvistamento di UfO. Se ad alcuni la cosa può sembrare bizzarra, evidenzia Media Inaf, è perché il concetto di “ufo” richiama immediatamente quello di “alieni”. “In realtà non c’è alcuna sovrapposizione, o meglio: fra le tante ipotesi che si possono fare sull’avvistamento e sulla natura d’un oggetto volante – appunto – non identificato, quella che si tratti del velivolo d’una qualche intelligenza extraterrestre è, per usare un eufemismo, decisamente fra le più improbabili”, ricorda Media Inaf.

In ogni caso, non è per stabilire se gli alieni ci siano o meno che l’RGS tiene traccia degli avvistamenti. “L’Aeronautica Militare indaga sempre su questi episodi, allo scopo di stabilire se essi possano costituire una minaccia di qualsiasi tipo, soprattutto per la sicurezza del volo. Tuttavia, non è competenza dell’Aeronautica Militare stabilire se esistano o meno forme di vita intelligente provenienti dallo spazio o di qualunque altra origine”, precisa infatti a Media Inaf ilGenerale Berti, capo del Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore dell’Aeronautica.

I moduli sugli episodi d’avvistamento, con allegato eventuale materiale fotografico o video, devono essere compilati e consegnati ai Carabinieri, che provvedono poi a inoltrarli, appunto, all’Aeronautica per eventuali verifiche e archiviazione. Ed è proprio consultando l’archivio disponibile online sul sito dell’Aeronautica che Media Inaf ha provato a tracciare l’identikit degli Ufo segnalati in Italia.

Per comodità, ci si è limitati al periodo 2010-2104, per un totale di 69 avvistamenti segnalati, ma l’archivio mette a disposizione tutte le segnalazioni a partire dal 2001. Ciò che ne emerge è che l’oggetto volante non identificato più comune è di colore arancione (36% dei casi), di forma sferica (46%), viene visto nel mese di giugno (22%) nella fascia oraria fra le nove di sera e mezzanotte (50%) e, ad avvistarlo, in circa tre casi su quattro, è un gruppo di due o più persone. Quanto alle località, gli Ufo sembrano prediligere il sorvolo delle grandi aree urbane, da Roma a Napoli, Milano, Firenze e Venezia.

Ma se non sono astronavi aliene, allora di cosa si tratta? Su questo, purtroppo, per la quasi totalità degli episodi segnalati la curiosità non può essere soddisfatta. E il mistero, come detto, resta: “Sono pochissimi i casi in cui si è giunti a una conclusione certa dell’indagine, ossia alla correlazione della segnalazione con attività di volo o fenomeni meteorologici – spiega Massimo Berti -. La grandissima maggioranza dei fenomeni osservati non ha portato ad alcuna identificazione certa, per cui sono stati classificati come OVNI ossia, per l’appunto, Oggetti Volanti non Identificati”.

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