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Mercoledì 25 gennaio 2023 - 16:05

Tajani: l’Egitto è cruciale per la sicurezza, dialogo per il caso Regeni

Comunicare col Cairo come i nostri principali alleati

Tajani: l’Egitto è cruciale per la sicurezza, dialogo per il caso Regeni
Roma, 25 gen. (askanews) – Le relazioni con l’Egitto sono “cruciali per la sicurezza” dell’Italia. L’ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo al question time della Camera, affermando che non è possibile cercare chiedere la verità sul caso Regeni senza “intrattenere con le autorità egiziane un dialogo diverso da quello esclusivamente giudiziario”.


L’Italia ha aperto con il Cairo una vertenza relativa al rapimento dello studente italiano Giulio Regeni il 25 gennaio 2016 e ritrovato morto il 3 febbraio dello stesso anno. Per la vicenda sono sospettati agenti della sicurezza egiziana. La questione ha portato a tensioni giudiziarie e diplomatiche tra Roma e il Cairo. Tajani, che si è recato al Cairo due giorni fa, si è detto ottimista su una collaborazione egiziana.



“La mia visita in Egitto deriva dall’importanza che quel paese riveste per l’Italia e per il nostro interesse nazionale: penso al dossier migratorio, alla lotta al terrorismo, all’energia, alle crisi regionali, prima fra tutte la Libia. Tutti fattori cruciali per la sicurezza del nostro paese. E’ questo l’obiettivo che anima la nostra strategia nel Mediterraneo e coinvolge altri settori importanti quale la cooperazione allo sviluppo e il dialogo interreligioso”, ha premesso oggi il ministro a un’interrogazione che stimolava una sua risposta appunto sulla sua visita in relazione al caso Regeni.


“Siamo convinti che con il Cairo sia opportuno mantenere i canali di comunicazione e collaborazione come fanno tutti i nostri principali alleati”, ha continuato il ministro, assicurando però che “questa considerazione del ruolo internazionale dell’Egitto non farà certo venire meno l’impegno corale di tutto il governo nel continuare a esigere la verità sulla barbara uccisione di Giulio Regeni ormai sette anni fa”.



Tajani ha ribadito come il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi abbia “assicurato che l’Egitto farà di tutto per eliminare gli ostacoli che rimangono e che rendono difficile il dialogo con l’Italia”. Dall’incontro, Tajani ritiene di aver “intravisto una disposnibilità diversa rispetto agli anni passati da parte egiziana, anche se il processo in Italia attraversa una fase di stallo”.


Il ministro ha comunque detto che questa valutazione “non esclude, anzi richiede di continuare a monitorare attentamente quanto l’Egitto farà in futuro su una vicenda che ci sta profondamente a cuore: vedremo se alle parole seguiranno i fatti”. Occorre – ha proseguito – “non disperdere i risultati raggiunti dalla Magistratura e dagli investigatori italiani sostenuti dalle pressioni a livello diplomatico che hanno permesso di chiudere le indagini preliminari”. Per questo è necessario ottenere una “più fattiva collaborazione del Cairo, a cominciare dalla notifica degli atti di citazione agli agenti su cui gravano evidenze probatorie”.



E, per provare a raggiungere questo obiettivo, ha insistito il ministro “non possiamo prescindere dall’intrattenere con le autorità egiziane un dialogo diverso da quello esclusivamente giudiziario: siamo aperti al dialogo perché fare altrimenti vorrebbe dire abbandonare Giulio Regeni e la nostra richiesta di verità”.


Mos/Int2


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