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Mercoledì 25 gennaio 2023 - 17:17

Grillo contro Zelensky a Sanremo

"Il dolore fa spettacolo"

Grillo contro Zelensky a Sanremo
Roma, 25 gen. (askanews) – “Dalle bombe alle canzoni. Anche il dolore fa spettacolo”: così sul suo profilo Twitter il fondatore e garante del M5S critica l’annunciato collegamento del Festival di Sanremo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nel tweet è linkato un articolo dal suo blog, firmato dall’ex ambasciatore Torquato Cardilli, che critica la leadership ucraina e la strategia del campo occidentale sulla guerra. “Proclamando ai quattro venti che vogliono punire una volta per tutte la Russia, i politici occidentali – sostiene Cardilli – si comportano da incoscienti: continuano ad insistere nell’inviare nuove armi super tecnologiche che allontanano la pace e non evitano ulteriori distruzioni, lasciano spazio alle caste militari a scapito della diplomazia, nascondono che l’industria bellica gestita da veri e propri seminatori di morte è un maiale all’ingrasso e consentono libertà di manovra a Erdogan di ergersi a regista della politica di mediazione”.


Quanto a Zelensky, “ma come si fa – continua il post dell’ex diplomatico – a dare fiducia e credito a un Capo di Stato che da un anno, collegato dal suo bunker, partecipa ad ogni consesso internazionale (Onu, G20, G7, Nato, Ue, Parlamento europeo e Parlamenti nazionali ecc.) proclamando guerra fino alla vittoria finale ed assiste impassibile alla distruzione del suo paese, alla morte di una generazione di giovani, all’emigrazione di alcuni milioni di cittadini, alla disarticolazione totale delle infrastrutture, alla morte per ferimento o alla mutilazione di migliaia di civili innocenti, alla condanna alla miseria degli scampati ai bombardamenti?”.



“Gli Usa, la Nato, l’Ue, il Governo italiano cosa vogliono ottenere?”, si chiede Cardilli. “Forse – prosegue il post pubblicato dal blog di Grillo – il crollo di Putin con la ‘debellatio’ della Russia in una lotta di tutti contro di lui? Lo capiscono o no che se il loro nemico numero uno fosse veramente ridotto alle strette, con le spalle al muro, prima di cedere, non esiterebbe a raccogliere la sfida dell’Ucraina, che si considera già a tutti gli effetti integrata nella Nato, e quella dell’alleanza occidentale che promette guerra infinita, allargando il raggio dei bombardamenti alla cieca ai paesi europei? Cosa ci fanno i sottomarini nucleari russi nel Mediterraneo e nel mar Baltico muniti di missili intercontinentali e perché Putin fa proprio ora i continui test di missili ultrasonici? E poi siamo sicuri che la Cina resti neutrale di fronte alla distruzione della Russia?”. A giudizio di Torquato Cardilli “bisogna proprio essere impazziti (come dice il Papa) per non capire che la continua escalation non avvicina la pace, ma porta inesorabilmente ad una nuova guerra mondiale”.


Pol/Bar



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