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Venerdì 25 novembre 2022 - 12:21

Ai funerali di Stato di Roberto Maroni i politici di tutti gli schieramenti e centinaia di persone

Lutto cittadino a Varese, "Grazie Bobo". Il sindaco: 'era leale e corretto'

Ai funerali di Stato di Roberto Maroni i politici di tutti gli schieramenti e centinaia di persone
Varese, 25 nov. (askanews) – C’è anche uno stendardo della Regione Campania davanti alla basilica di San Vittore a Varese, per i funerali di Stato dell’ex ministro dell’interno ed ex presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, scomparso martedì scorso dopo una lunga malattia.


Tra i primi ad arrivare davanti alla basilica, dove è schierato il picchetto d’onore, è stato Gianmarco Centinaio, vicepresidente del Senato e l’ex ministra Letizia Moratti, il sindaco di Milano Beppe Sala.



“Tutte le forze politiche al di là degli schieramenti riconoscono due qualità: la lealtà e la correttezza”, ha detto Davide Galimberti, sindaco di Varese, oggi a lutto cittadino. Alle esequie anche l’architetto Stefano Boeri e Pierfrancesco Majorino: “Credo che Roberto Maroni fosse davvero una persona perbene e anche un interlocutore molto piacevole – ha detto il candidato del centrosinistra alla prossime elezioni regionali lombarde – Un avversario leale quindi credo che la Lombardia abbia perso una persona seria”.


Tra i leghisti presenti Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Roberto Castelli. La presidente del consiglio Giorgia Meloni è arrivata alla basilica di San Vittore, accompagnata dal presidente del Senato Ignazio La Russa. Poco prima, la ministra Daniela Santanché, l’ex premier Mario Monti e l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini.



Presenti anche il leader della Lega Matteo Salvini e i ministri Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti.


Il feretro di Roberto Maroni, una bara di legno chiara ricoperta di fiori bianchi, è stato accompagnato tra gli applausi dei cittadini all’interno della basilica. Ad accompagnare la salma all’interno della chiesa, la moglie, i figli, la sorella e i parenti stretti di Roberto Maroni.



Centinaia di persone si sono radunate in piazza del Podestà a Varese per seguire i funerali di Stato di Roberto Maroni su un maxischermo fatto installare dal Comune. Su un balcone della piazza, dove ha sede la storica sezione leghista di Varese, un solo, semplice striscione: “Grazie, Bobo”.


“Roberto Maroni era molto visionario. Aveva una capacità di guardare molto avanti nei tempi, che mancherà. Le Olimpiadi le abbiamo portate a casa anche grazie a lui. Ma soprattutto in lui c’era una incrollabile fiducia sul fatto che lo si potesse fare e che si potevano fare le cose con coraggio. Era un uomo molto coraggioso”. Questo il ricordo del sindaco di Milano Beppe Sala, a Varese per le esequie di Roberto Maroni.


“Era un amico e molto anche un confidente, una persona di cui ci si poteva fidare. Quando c’erano cose delicate e volevi confrontarti con qualcuno, con lui eri sicuro che non sarebbero uscite dalla stanza”, ha aggiunto Sala, secondo cui Maroni “ha rappresentato uno stile che oggi anche in generale nella politica non vediamo più, quello stile dialogante che dovrebbe caratterizzate tutti. Da alcuni mesi avevo smesso di disturbarlo al telefono ma ci siamo scritti messaggio fino alla settimana scorsa”.


“Qui a Varese ho sentito dire spesso in questi giorni era uno di noi”. Questo uno dei passaggi dell’omelia del vescovo ausiliario di Milano per il territorio di Varese Giuseppe Vegezzi, pronunciato durante le esequie di Roberto Maroni nella basilica di San Vittore a Varese.


“Bello quando un politico riesce a farsi percepire così come uno di noi. Le sue origini umili non le ha mai rinnegate e sempre vissute con normalità soprattutto quando tornava a Lozza, dove era non il ministro ma il marito di Emilia e il padre di Chelo, Fabrizio e Filippo”, ha detto Vegezzi. “È bello – ha aggiunto – pensarlo che sta cantando anche per noi. Aveva passione per la musica e suonava ai matrimoni in chiesa. È uno stile capace di ascoltare e capire tutti”. Concepiva, ha concluso, “l’impegno politico come servizio al bene dei cittadini. Sempre per dialogare e mai per distruggere”.


Mda/Int14


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