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Martedì 22 novembre 2022 - 14:28

Autonomia, Ciarambino (Campania): Sud unito contro disuguaglianze

La vicepresidente del Consiglio regionale lancia sfida su equità

Napoli, 22 nov. (askanews) – “Oggi l’unica questione ‘differenziata’ urgente a cui mettere mano nel nostro Paese è rappresentata dalle diseguaglianze nell’accesso e nella qualità dei servizi essenziali, a seconda delle regioni in cui si ha la fortuna o la sfortuna di nascere”. Così Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e promotrice di una seduta straordinaria dell’assise regionale sull’autonomia differenziata, che si terrà il prossimo 29 novembre.


“Basti pensare – ha proseguito – che solo 16 bambini su 100 a Napoli e Caserta hanno accesso alla mensa scolastica, contro una media nazionale di 53,3; che un bambino che nasce oggi in Campania ha un’aspettativa di vita di 7 anni inferiore a quella di un bambino nato in Alto Adige; che la Campania è l’ultima regione d’Italia per attribuzione del riparto del fondo sanitario nazionale, 220 milioni di euro all’anno in meno, nonostante sia la terza per popolazione. E quest’elenco di disuguaglianze scandalose potrebbe continuare all’infinito”.



“A fronte di un’Italia così ineguale nei diritti e nei servizi, la priorità del governo Meloni è dare ancora di più alle regioni ricche e con i servizi migliori, e sottrarre quasi 3 miliardi e mezzo alle regioni del Centro Sud, senza prima aver ripianato le disuguaglianze”, ha continuato la vicepresidente.


Ciarambino ha poi lanciato una proposta “a tutti i rappresentanti politici, a tutte le associazioni, i sindacati, i cittadini del Centro Sud che, da decenni, subiscono sulla loro pelle l’iniquità di servizi essenziali ineguali”: “Non possiamo accontentarci soltanto di stoppare la scellerata proposta Calderoli, approfittiamo di questa discussione sull’autonomia differenziata per fare un’operazione verità sulle diseguaglianze e lanciamo insieme la battaglia per chiedere, in maniera forte e unitaria, che si cancelli la sperequazione dei diritti che sopportiamo da troppo tempo. Il momento è adesso”, ha concluso.



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