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Lunedì 31 ottobre 2022 - 19:04

Conte scrive alle famiglie delle vittime del sisma di San Giuliano

Vostro dolore non fatto privato ma ferita aperta per il Paese

Roma, 31 ott. (askanews) – “Gentile Presidente Morelli, mi rivolgo a lei con preghiera di estendere questi miei pensieri a tutti i familiari e parenti che hanno vissuto e ancora oggi portano i segni di questa grave tragedia”. Lo ha scritto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in una lettera aperta pubblicata sul sito del M5S e destinato alle famiglie delle vittime del terremoto di San Giuliano di Puglia in Molise, quando il crollo di una scuola costò la vita a 27 bambini e alla loro maestra.


“Quel 31 ottobre di venti anni fa – ha ricordato l’ex premier – per 27 famiglie si è materializzato il più grande e incommensurabile dolore: la perdita di un figlio, di una giovane vita. Quel 31 ottobre di venti anni fa si è registrata una delle più grandi sconfitte per la nostra comunità nazionale: la scuola, da luogo di crescita, riscatto e speranza si è trasformata in luogo di morte. Voi, famiglie dilaniate dal dolore, siete state chiamate a risollevarvi e ad andare avanti, a ricostruire le vostre vite. Non basta l’ammirazione per quello che avete fatto e che fate, per la speranza e l’impegno che non avete mai perso. Non bastano le sentenze, non bastano le aule di giustizia. Le Istituzioni a voi devono ascolto quotidiano, le Istituzioni da voi devono prendere esempio per ridestare la nostra comunità nazionale, che poco più di 10 giorni fa ha dovuto assistere al crollo di un’Aula universitaria a Cagliari”.



“A venti anni di distanza, evidentemente – ha sottolineato Conte – non abbiamo imparato quella lezione del 31 ottobre 2002. Ogni volta che i nostri bambini e i nostri ragazzi vengono stipati in edifici non sicuri e inadeguati noi tutti dimostriamo di non aver appreso quella lezione. Ogni volta che nelle nostre Istituzioni si gioca al ribasso o si cede alla corruzione in materia di opere pubbliche, diamo conferma di non avere memoria e rispetto di quel dolore. Ogni volta che si sceglie di tagliare gli investimenti sulla scuola, come abbondantemente accaduto anche dopo quella tragedia, non impariamo nulla da quel giorno”.


“Nei due anni e mezzo della mia presidenza a Chigi più volte ho pensato a questa strage, che si è consumata a pochi chilometri dalla mia terra di origine. Ci ho pensato, invero, ogni volta che ci siamo occupati di scuola. È anche per questo – ha rivendicato Conte – che abbiamo scelto di ribaltare completamente la tendenza degli anni precedenti, in cui abbiamo assistito a tagli lineari sulla scuola. Solo nel 2020 abbiamo investito 10 miliardi sulla scuola durante l’emergenza Covid, puntando anche su interventi di ‘edilizia leggera’ utili ai nostri Istituti. Dei fondi del Pnrr ottenuti nel 2020, 28 miliardi sono destinati a Istruzione, Università e ricerca e una fetta significativa di quei fondi è destinata agli enti locali proprio per interventi di edilizia scolastica. Con la nostra sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia, abbiamo lanciato il Piano Rigenerazione Scuola, che abbiamo lasciato in eredità al Governo dopo di noi e che prevede tra le altre cose la realizzazione di 200 nuove scuole, opere di adeguamento e messa in sicurezza e risorse ad hoc per interventi di riqualificazione degli istituti anche nella vostra Regione”.



“Quello che abbiamo fatto non sarà mai abbastanza, ma è qualcosa. Un seme per un futuro diverso. Sono venuto a conoscenza del fatto che il nome della 28esima vittima del crollo di San Giuliano di Puglia, l’unica maestra, è ora il nome di una scuola inaugurata di recente. Non declassiamo mai a fatto privato il dolore che vivete, una ferita aperta e sanguinante anche a 20 anni di distanza. È un dolore e una vergogna che devono riguardare da vicino tutto il Paese, un dolore che deve mobilitare giorno dopo giorno l’impegno di ognuno. Non rassegniamoci all’idea che nessuno quel giorno abbia imparato la lezione”, ha concluso il leader del M5S, indirizzando un “caloroso abbraccio” ai destinatari della missiva.




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