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Giovedì 22 settembre 2022 - 01:09

Zelensky all’Onu: 5 condizioni per la pace. Punire crimini Mosca

Chiede tribunale speciale e di togliere diritto di veto a Mosca

Zelensky all’Onu: 5 condizioni per la pace. Punire crimini Mosca
New York, 22 set. (askanews) – Cinque condizioni per la pace, tra cui un tribunale speciale per “punire” i crimini della Russia. Sono quelle dettate dal presidente russo Volodymyr Zelensky, in un messaggio video all’Assemblea generale dell’Onu.


Le cinque precondizioni sono la punizione dell’aggressione, la protezione della vita, il ripristino della sicurezza e dell’integrità territoriale, garanzie di sicurezza, la determinazione a difendersi.



Zelensky ha sottolineato che “un crimine è stato commesso contro l’Ucraina e chiediamo una punizione. Un crimine contro i confini, la vita delle persone, i principi dell’Onu”. Per questo, è stata la richiesta, deve essere istituito “un tribunale speciale per punire la Russia dei suoi crimini” ma serve anche un “meccanismo di compensazione internazionale: la Russia deve pagare per la sua aggressione”. Un’altra richiesta avanzata da Zelensky è stata quella di togliere a Mosca il diritto di veto nel Consiglio di sicurezza.


Zelensky si è detto pronto “per la pace ma vera e onesta” ma, ha accusato, mentre “l’Ucraina vuole la pace, l’Europa vuole la pace, il mondo vuole la pace” Putin è “l’unico che vuole la guerra”. E gli ucraini, ha assicurato, continueranno a combattere e a esercitare “il proprio diritto a difendersi”. Zelensky si è detto fiducioso sull’esito del conflitto: “Possiamo riportare la bandiera dell’Ucraina su tutto il territorio ma abbiamo bisogno di tempo. Abbiano bisogno di supporto, di armi, sistemi di difesa e anche di supporto finanziario”. La fine del messaggio di Zelensky è stata salutata da un lungo applauso con una standing ovation dei presenti.



Intanto proprio mentre all’Onu l’Assemblea ascoltava il discorso di Zelensky, dall’Ucraina arrivava la notizia di una scambio di prigionieri. Sono stati liberati 215 ucraini (tra cui soldati impegnati nella difesa dell’Azovstal) in cambio dell’oligarca ucraino filorusso Viktor Medvedchuk e altri 55 soldati di Mosca.


Afe-Ssa



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