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Giovedì 22 settembre 2022 - 18:47

L’appello dei vescovi contro l’astensionismo, la Cei: votare per costruire il bene comune

L'invito a chi ha perso la fiducia nelle istituzioni

L’appello dei vescovi contro l’astensionismo, la Cei: votare per costruire il bene comune
Roma, 22 set. (askanews) – “Alla vigilia delle elezioni, i Vescovi hanno sottolineato l’importanza del voto, un diritto e un dovere da esercitare con consapevolezza, per costruire il bene comune e una società più giusta, solidale e attenta agli ultimi.


Di qui l’invito a un impegno corale, rivolto agli elettori, ai giovani, a chi ha perso fiducia nelle Istituzioni e agli stessi rappresentanti che saranno eletti al Parlamento”: lo scrivono i vescovi nel comunicato finale della sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta a Matera dal 20 al 22 settembre.



“La riflessione del Cardinale Presidente sugli “inverni” che l’Italia si trova ad affrontare – si legge – ha avviato un confronto franco e articolato sulle sfide attuali, che ha portato all’elaborazione dell’Appello alle donne e agli uomini del nostro Paese, dal titolo “Osare la speranza”.


“L’attenzione alle sfide che il Paese si trova ad affrontare, in un momento storico delicato e complesso a livello mondiale – prosegue la nota – ha caratterizzato la sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente, che si è svolta dal 20 al 22 settembre a Matera, sotto la guida del Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI”.



Il cardinale Zuppi ha offerto una riflessione sui tanti “inverni” che si affacciano sull’Italia: quello “ambientale”, con “l’incertezza sulla disponibilità di gas ed energia, lo spettro del razionamento energetico, il ritorno ad una austerity di cui solo alcuni di noi hanno un lontano ricordo”; quello “sociale”, con “alti livelli di povertà assoluta che persistono nel tempo” e con “il rischio di esclusione sociale superiore alla media europea”; quello “dei divari territoriali”, come quello “ormai atavico tra Nord e Sud” e come quello “delle aree interne, sparse in tutto il Paese, il cui spopolamento e la cui progressiva emarginazione non accennano ad arrestarsi, frammentando il Paese e rendendo ancora più disuguali i cittadini e le opportunità di cui possono fruire”.


Il Cardinale Zuppi si è soffermato sul “pesante inverno della denatalità” e su quello “educativo” che concerne “non solo gli scarsi investimenti sull’edilizia scolastica, ma soprattutto la serpeggiante sfiducia nei confronti della ricerca e in generale della cultura, di quella competenza per interpretare i segni della storia e preparare quel nuovo umanesimo di cui non solo l’Italia ha bisogno”. Infine, ha citato “l’inverno delle comunità ecclesiali”, che “pur con belle eccezioni” sono “affaticate dalla pandemia e faticano a recuperare vitalità e vivacità”.



Ssa/Int14


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