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Domenica 18 settembre 2022 - 19:33

Marche, Anac: fuori luogo che nostre procedure provchino ritardi

Procedimenti anticorruzione non ostacolano ma evitano errori

Roma, 18 set. (askanews) – “Le procedure di vigilanza di Anac non comportano la sospensione delle gare di appalto o dei procedimenti ad essi legati e non possono per questo provocare ritardi”. E’ quanto precisa l’Autorità Anticorruzione in merito alle dichiarazioni dell’ex presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.


“Se invece, ci si riferisce alla vigilanza collaborativa, cioè quella chiesta dalle stesse amministrazioni o prevista dalla legge – continua la precisazione – si ricorda che Anac fornisce i propri pareri preventivi in meno di dieci giorni, non provocando pertanto ritardi nell’iter procedurale. Anzi, proprio l’intervento preventivo aiuta ad evitare errori e illegittimità degli atti, che porterebbero contenziosi e ritardi ben più ampi successivamente. Appare quindi totalmente fuori luogo evocare gli interventi di Anac come fonte di possibili ritardi”.



“Con specifico riferimento al rischio idrogeologico – spiega l’Anac – nel maggio 2015 era stato stipulato un apposito protocollo di vigilanza collaborativa con il Ministero dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dei Trasporti e con la Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per una serie di interventi relativi alla mitigazione e gestione del rischio idrogeologico. Con nota del gennaio 2016 la Struttura di Missione ha individuato gli interventi sottoposti a vigilanza preventiva, tra i quali non sono presenti interventi svolti nella Regione Marche. Non risulta tra l’altro alcun invio da parte della Regione Marche di documentazione, per la verifica preventiva, riguardante i lavori relativi alla cassa di espansione che nell’articolo di Repubblica viene individuata come l’opera incompiuta che avrebbe limitato il disastro”.


L’Autorità ricorda “che gli interventi di Anac servono anche a prevenire episodi corruttivi, e, quindi, ad evitare, nel caso di specie, che i soldi destinati alle opere necessarie per ridurre i rischi di esondazioni finiscano nelle mani di amministratori e imprenditori disonesti, lasciando i cittadini in balìa dei fenomeni naturali, quali quelli cui abbiamo assistito in questi giorni. Le notizie sull’inchiesta della Procura attualmente in corso, alle quali fa riferimento lo stesso articolo di Repubblica, evidenziano che il rischio non è puramente astratto”.



“Negli ultimi anni Anac, in linea con quanto previsto dal Pnrr, ha concentrato la propria azione nella direzione di coniugare le regole anticorruzione con quelle di semplificazione e accelerazione delle procedure di gara, grazie in particolare alla digitalizzazione”, conclude la precisazione.




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