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Venerdì 5 agosto 2022 - 12:24

Il caos nel centro sinistra (i botta e risposta fra Calenda, Bonelli, Fratoianni e Di Maio)

"Non sono andato da solo per fermare destra, ma c'è un limite"

Il caos nel centro sinistra (i botta e risposta fra Calenda, Bonelli, Fratoianni e Di Maio)
Roma, 5 ago. (askanews) – “Tutti i giorni vedo dichiarazioni di Bonelli e Fratoianni contro l’agenda Draghi. Se questa è la loro posizione il Pd dovrà decidere se mantenere l’accordo con noi, oppure stravolgerlo, oppure buttare dentro tutto o il contrario di tutto. Ma avrebbe un problema con noi a quel punto”. Lo ha detto Carlo Calenda, ospite di Radio24.


“A me conveniva andare da solo, ma avrei fatto vincere la destra. Ma c’è un limite, la chiarezza degli obiettivi di questa coalizione, e che nessuno dei nostri voti vada a Di Maio a Fratoianni che sarebbe meglio tornassero a fare la loro occupazione precedente, cioè il nulla”, ha aggiunto.



“Abbiamo fatto una scelta di responsabilità molto sofferta ma a condizioni nette. Non siamo disponibili a rivedere nessun punto di quanto sottoscritto. Ogni giorno vediamo aggiungere alla coalizione un partito zattera e iniziative incoerenti con quanto definito. Anche basta”, aveva scritto in precedenza Calenda su Twitter.


“Della sorte di Di Maio, D’Incà, Di Stefano e compagnia non ce ne importa nulla. Al contrario, prima tornano alle loro professioni precedenti meglio è per il paese. E per quanto concerne l’agenda o è quella di Draghi o è quella dei no a tutto. Chiudiamo questa storia ora”, aggiunge.



“C’è una ambivalenza che tormenta la sinistra dalla sua origine: riformismo o massimalismo. Una scelta mai compiuta fino in fondo che ha determinato contraddizioni e sconfitte. L’accordo sottoscritto dal Pd è una scelta. Può essere cancellata ma non annacquata. Decidete”, conclude Calenda.


“Noi – ha detto il leader di Europa Verde Angelo Bonelli, ospite a SkyTg24 – abbiamo la responsabilità di segnalare un disagio sociale nel Paese, e dobbiamo dire cose nette e chiare su questo. A noi non è indifferente il fatto che se l’alleanza Verdi e Sinistra si sposta fuori dall’alleanza del Pd, fa vincere alla destra tra i 14 e i 22 seggi nell’uninominale. Ma questa responsabilità non può essere solo nostra, lo dico anche a Calenda. Assuma un attegiamento responsabile, non additi sempre noi come il nemico. Serve più responsabilità in questo momento”.



Poco dopo su Twitter, Nicola Fratoianni ha scritto che “l’agenda Draghi non esiste. Lo ha detto Draghi stesso. Povero Calenda, deve correre in cartoleria a comprarsene un’altra. Noi intanto lavoriamo per un’Italia più giusta e più verde”.


Poco dopo a Fratoianni che aveva scritto che “l’agenda Draghi non esiste”, Carlo Calenda ha replicato sempre con un tweet: si è “fatta chiarezza: a queste condizioni per quanto ci concerne non c’è spazio per loro nella coalizione. Direi che abbiamo raggiunto un punto di chiarezza. Mi pare del tutto evidente che c’è una scelta netta da fare per il Pd che ha siglato un patto chiaro con noi che dice l’opposto”.


A provare a calmare le acque ci ha quindi provato Dario Franceschini, dirigente Pd e ministro della Cultura. “Carlo Calenda e Nicola Fratoianni, fermatevi! Ci aspetta una sfida più grande dell’interesse dei nostri partiti: evitare che l’Italia finisca in mano a una destra sovranista e incapace. Per inziarla e vincerla occorre rispettarci a vicenda e accettare le nostre diversità”.


“Dario, il terzismo alla volemose bene con noi non funziona. Avete firmato un patto. Nato, rigassificatori, equilibrio di bilancio, revisione RdC, agenda Draghi. Dall’altro lato c’è una dichiarazione al minuto contro tutto questo. Chiarite. Punto”.


Per poi aggiungere, riferendosi alle parole di Franceschini: “L’interesse dei partiti non conta nulla. Conta dare al Paese una prospettiva di governo seria. Questi erano i patti. Ripeto.


Decidete”.


In ultimo è intervenuto, con una nota Luigi Di Maio, capo politico di Impegno Civico. “Dopo essere partito dal ‘grande centro’, Calenda è diventato un ‘gregario’ della coalizione di centrosinistra. Di conseguenza, capisco le sue difficoltà a spiegare, anche ai nuovi arrivati del suo partito e al suo elettorato, che alla fine si candida nel centrosinistra. Sorprende, però, che alla fine proprio Calenda – che si innalza a paladino dell’anti-grillismo – nelle sue dichiarazioni e nei suoi tweet sia diventato il più estremista di tutti. Con questo atteggiamento sta solo disgregando la coalizione di centrosinistra prima ancora che si formi, facendo un regalo alle destre. Ovviamente Calenda può fare quello che vuole, ma con meno arroganza e più rispetto”.


Rea/Int13


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