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Mercoledì 22 giugno 2022 - 17:46

Associazioni ucraine Veneto: Zaia sostenga accoglienza

Appello condiviso da Cisl e Forum Terzo settore

Venezia, 22 giu. (askanews) – Sostenere i cittadini e le famiglie venete che con profondo senso di solidarietà e grande generosità hanno accolto in questi mesi nelle proprie case le persone ucraine in fuga dalla devastazione e dalla guerra. È quanto propongono al presidente della Regione del Veneto Luca Zaia sei associazioni ucraine del territorio – Amvo Noi Migranti Odv, Roksolana, La Rondine, Associazione Ucraina Insieme, Comunità ucraina di Vicenza e Malve di Ucraina – in un appello condiviso e sostenuto da Cisl Veneto e Forum Terzo settore Veneto. Ad oggi sono ben 10mila, di cui circa 4mila minori, le persone che hanno trovato ospitalità e accoglienza nella nostra regione (dati Protezione civile).


“Sappiamo che a dare un tetto e il necessario per vivere a queste persone sono stati soprattutto i privati cittadini – si evidenzia in sintesi nella lettera inviata al governatore del Veneto -: famigliari e conoscenti immigrati, in gran parte colf e badanti, e a volte i loro datori di lavoro, oppure volontari che hanno messo a disposizione un alloggio. Sono cittadini che non hanno ricevuto alcun contributo a minima copertura dei costi sostenuti, se non per la gratitudine di chi è stato ospitato”.



Le associazioni, Cisl Veneto e il Forum propongono insieme che una parte dei fondi raccolti dalla sottoscrizione attivata dalla Regione del Veneto, che oggi prevedono contributi destinati ai profughi, possa essere destinata anche a contributo economico per chi si è fatto carico di ogni spesa di ospitalità. “Dare un supporto alle famiglie e ai cittadini, ucraini e italiani, che finora hanno sostenuto da soli i costi dell’accoglienza – dice Marina Sorina, presidente di Malve di Ucraina a nome di tutte le associazioni ucraine del Veneto, spiegando le motivazioni dell’appello a Zaia -, oltre che un giusto riconoscimento per quanto con generosità hanno fatto, è anche un modo per favorire questa forma di ospitalità, espressione di vera e concreta solidarietà umana verso le singole persone profughe e verso un popolo”.


Secondo Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Veneto, la guerra in Ucraina ha fatto nascere un forte sentimento di solidarietà verso questo popolo vittima di un’aggressione criminale da parte della Russia come è nella cultura veneta: molte persone e molte famiglie si sono attivate concretamente, aprendo le proprie case all’accoglienza di chi è fuggito dalla guerra. “È però necessario che questa ospitalità venga promossa e sostenuta, anche contribuendo alle spese che sono state generosamente sostenute” afferma Refosco.



“Quest’accoglienza spontanea e “diffusa” è una grande opportunità, anche dal punto di vista di un modello che spesso ha visto negli anni scorsi mobilitarsi le persone, i cittadini, le comunità, e poi essere frustrato dalla macchina burocratica, che preferisce gestire questi fenomeni senza la partecipazione attiva dei cittadini ma attraverso strumenti, di fatto, di controllo” conclude Marco Ferrero, portavoce del Forum Terzo settore Veneto.




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