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Venerdì 13 maggio 2022 - 11:46

Giustizia: a Milano assemblea lunedì con presidente Anm Santalucia

Iniziativa "contro una riforma sbagliata" aperta anche ai cittadini

Giustizia: a Milano assemblea lunedì con presidente Anm Santalucia
Milano, 13 mag. (askanews) – Sarà lo stesso presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, ad illustrare tutti i dettagli di una “riforma sbagliata” nell’assemblea dell’Anm in programma a Milano lunedì prossimo, 16 maggio, giorno in cui le toghe italiane incroceranno le braccia e sciopereranno per dire no alle modifiche dell’ordinamento giudiziario messe a punto dal ministro Marta Cartabia. L’appuntamento è per le 9.30 nel salone davanti all’Aula Magna del palazzo di giustizia. Nel suo intervento di apertura il presidente Santalucia ribadirà che l’obiettivo principale dell’agitazione proclamata dal sindacato delle toghe è quello di “essere ascoltati” e “far comprendere” non solo agli ‘addetti ai lavori’ del settore giustizia ma anche a semplici cittadini “di quali riforme della magistratura il Paese ha veramente bisogno”, come recitava la mozione approvata nell’assemblea dello scorso 30 aprile.


“Noi magistrati siamo i primi ad aver invocato una riforma dell’ordinamento giudiziario. Ma non questa riforma”, si legge su una locandina della sezione milanese dell’Anm affissa lungo i corridoio e fuori dalle aule del palazzo di giustizia di Milano. Una riforma, non solo “inutile” ma anche “dannosa” soprattutto “per il funzionamento del servizio che ci sforziamo di rendere, nonostante le enormi carenze di risorse umane e strumentali in cui da sempre versano gli uffici giudiziari italiani”. Perchè secondo la sezione milanese dell’Anm la riforma Cartabia “non solo non migliorerà il servizio giustizia”, ma “minerà alle fondamenta quel baluardo di democrazia che finora è stata la magistratura italiana”.



Una riforma contro cui “ci opporremo con ogni strumento democratico nell’interesse dei cittadini”. Un concetto, quest’ultimo, su cui i magistrati insistono parecchio: “Non vogliamo conservare privilegi che non abbiamo, salvo quello di fare un lavoro che ci piace e del quale portiamo sulle spalle tutto il peso della responsabilità. Avremmo volutro una riforma che ci aiutasse a superare le criticità strutturali e di fuzionamento degli uffici giudiziari e del Csm, nella consapevolezza che la buona volontà di migliorare e di cambiare le cose non basta se non viene accompagnata da una buona iniziativa politica che si traduce in una buona legge”.




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