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Martedì 10 maggio 2022 - 19:29

Alpini, il caso delle molestie al raduno di Rimini

La condanna di Guerini e le polemiche per i distinguo a destra

Alpini, il caso delle molestie al raduno di Rimini
Roma, 10 mag. (askanews) – La condanna che arriva dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, è netta. Le molestie che numerose donne hanno raccontato di aver dovuto subire durante il raduno degli alpini a Rimini viene stigmatizzato da quasi tutta la politica. E, tuttavia, anche in questo caso non manca qualche distinguo (a destra) e annessa polemica.


Guerini dice chiaramente che “i comportamenti raccontati da alcune donne sono gravissimi” che si tratta di “episodi che certamente andranno accertati dagli organi competenti, ma che non possono e non devono essere sottovalutati”. “Episodi, voglio ribadirlo con forza, che – sottolinea il ministro – sarebbero all’opposto dei valori degli alpini e di una manifestazione che è celebrazione di solidarietà, principi e bellissime tradizioni”. A suo giudizio “è sbagliato fare generalizzazioni, ma allo stesso tempo non ci deve essere nessuna tolleranza” perché “le molestie e le violenze non devono mai e in nessun caso trovare alcuna giustificazione e vanno condannate senza esitazioni”.



Una condanna arriva anche dal leader della Lega, Matteo Salvini, ma con toni che a sinistra vengono considerati decisamente troppo tiepidi. “Giusto condannare episodi di molestie o maleducazione, se sono stati segnalati (anche se all’Ana non risulta depositata alcuna denuncia). Scorretto e indegno invece – sostiene – additare il glorioso corpo degli alpini, da sempre esempio di generosità, sacrificio e rispetto, come simbolo di violenza e volgarità. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, ma giù le mani dalla storia, dal passato e dal futuro degli alpini”.


Il leader della Lega viene accusato di usare due pesi e due misure, soprattutto di avere toni molto diversi da quelli che invece è solito utilizzare quando gli episodi di molestie e violenza coinvolgono gli immigrati. “No caro Salvini, quello che è avvenuto al raduno degli alpini a Rimini è schifoso, non può rimanere impunito. Quando un branco di maschi molesta delle ragazze in piazza Duomo a Milano non puoi scatenarti solo perchè sono scuri di pelle, bisogna reagire indignati perchè le loro azioni fanno schifo. Punto”, è la replica del leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni.



Mentre la dem Laura Boldrini chiede: “Mentre tutti – compresa l’associazione degli apini – dicono che bisogna fare chiarezza sugli accadimenti, Salvini esalta la forza degli alpini in barba alle denunce? Ma verso gli stupratori e i molestatori (immigrati), non bisognava avere tolleranza zero?”.


Arriva, se pur certamente non con tempi rapidissimi, anche la reazione di Giorgia Meloni. “Ci auguriamo che sia fatta tempestivamente luce su quello che è accaduto nel corso dell’ultima adunata nazionale degli alpini – afferma la leader di Fdi – perché la criminalizzazione dell’intero corpo alla quale siamo assistendo in queste ore è inaccettabile. Se a Rimini qualcuno si è permesso di macchiare la divisa che indossa con comportamenti offensivi o addirittura compiendo dei reati deve essere punito e perseguito secondo la legge. E senza fare sconti perché chi indossa una divisa ha una responsabilità doppia verso la comunità. Ma nessuna deve permettersi di generalizzare e offendere le Penne nere, orgoglio delle nostre Forze Armate e simbolo di un’Italia solidale e sempre al servizio dell’altro”.



Per Forza Italia a parlare è il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè. “Più che gli alpini tutto ciò riguarda una umanità deviata che nulla può avere a che spartire con i valori del glorioso corpo delle penne nere”, “questi episodi, che vanno accertati e perseguiti – dichiara – non devono sporcare la storia degli alpini. Chi si è reso responsabile di queste azioni indegne è egli stesso indegno di fare parte della comunità degli alpini ma anche della comunità civile”.


Pol/Int5


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