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Martedì 15 febbraio 2022 - 11:55

Faraone: interrogazione a Lamorgese e Orlando su Piano Palermo

Penalizza terzo settore

Roma, 15 feb. (askanews) – “C’è una rete sociale, fatta di tante associazioni, cooperative e aziende, che da anni a Palermo si occupa degli ultimi, dei fragili. Un sistema di protezione sociale il cui target è da zero a 100 anni, dagli asili nido all’assistenza domiciliare agli anziani. Sono bambini e adulti con disabilità motorie, cognitive, psichiche, ma anche donne vittime di violenze, decine di migliaia di persone che grazie al terzo settore hanno avuto garantito il diritto di cura, di assistenza, di vita. In queste ore Confcooperative Palermo, Legacoop, Legacoopsociali e FISM Palermo hanno lanciato un allarme che va ascoltato e che abbiamo il dovere di risolvere”. Così, in una nota, il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone.


“Il Piano di riequilibrio del Comune di Palermo – dice – rischia di essere per il terzo settore fatale. Lo è per l’annuncio del blocco di tutti i pagamenti relativi ai contratti stipulati con il Comune di Palermo, in attesa che si completino le procedure relative al piano economico e finanziario. Lo è perché il Comune ha previsto una decurtazione alle aziende del 20% sui crediti vantati dagli Enti non profit, crediti per il 90% destinati alla copertura dei costi del personale. Crediti che, poiché legati a fondi nazionali ed europei, non potrebbero, tra l’altro, essere utilizzati ai fini del riequilibrio”.



“Io questo allarme – conclude Faraone – lo faccio mio ed è per questo che ho presentato una interrogazione alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando. Chiedo di sapere quali iniziative intendano assumere al fine di evitare che quanto previsto dal Piano di riequilibrio possa abbattersi su una rete sociale che sta in campo ad affrontare un’emergenza sociale resa ancor più grave dalla pandemia. Un universo di solidarietà ed assistenza che se venisse a mancare si ripercuoterebbe sugli ultimi. E non possiamo consentirlo”.




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