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Domenica 6 febbraio 2022 - 18:43

Shoah, Bianchi: no a parole di violenza, scuola luogo di ascolto

Evento in memoria della deportazione dalla stazione di Milano

Roma, 6 feb. (askanews) – “Le parole di violenza costruiscono i primi mattoni con cui ci si abitua al morbo violentissimo del razzismo e dell’antisemitismo”. Lo ha detto Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, intervenuto questa sera ad un evento promosso dalla comunità di Sant’Egidio e dalla comunità ebraica di Milano al Memoriale della Shoah in memoria della deportazione degli ebrei dalla stazione di Milano (30 gennaio 1944). “Dovere specifico della scuola”, ha detto il ministro, “è di essere essere il luogo in cui i nostri ragazzi e le nostre ragazze vengono messi in condizione di avere il senso della parola, il senso del significato, ciò che si dice e ciò che si ascolta, e il momento in cui questo ascolto diventa avere il proprio senso di responsabilità nel confronti degli altri”.


“Quest’anno – ha ricordato Bianchi – abbiamo voluto fare il 27 gennaio (Giornata della memoria delle vittime dell’olocausto, ndr.) un percorso all’interno dei campi italiani, Fossoli, Milano, Roma, San Saba, per ricordare a noi stessi che quella storia non riguarda solo altri, vittime erano italiani e aguzzini erano italiani”.



In riferimento alla pandemia, “spero – ha detto il ministro Bianchi – sia prossimo il giorno in cui le scuole possano tornare a uscire dalle scuole: con grande fatica abbiamo voluto riportare i nostri ragazzi in presenza, ma verrà presto il giorno in cui potranno uscire insieme e visitare, e spero che io sarò con loro, il memoriale della Shoah di Milano”.




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