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Mercoledì 19 gennaio 2022 - 12:49

Colle, vertice Letta-Conte-Speranza: confronto ma via Berlusconi candidato

"Lavoriamo insieme, nessuno può vantare un diritto di prelazione"

Colle, vertice Letta-Conte-Speranza: confronto ma via Berlusconi candidato
Roma, 19 gen. (askanews) – Iniziano a delinearsi le posizioni delle forze politiche in vista del voto sul presidente della Repubblica di lunedì prossimo. Oggi, in un vertice tra Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza, a casa del leader M5s a Roma, si è stabilito di aprire un confronto con il centrodestra partendo dal presupposto che “nessuno può vantare un diritto di prelazione” sul nome da avanzare.


Dopo neanche un’ora dall’inizio dell’incontro i tre leader hanno pubblicato un tweet congiunto: “Ottimo incontro. Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Aperti al confronto, nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità”, hanno scritto i tre partecipanti, ognuno sui propri profili social.



Al termine Enrico Letta ha ribadito: “Non c’è nessuna intesa sul nome perché ne parleremo con il centrodestra nei prossimi giorni”. “È andata molto bene”, ha aggiunto il leader Pd a proposito della posizione della coalizione sull’elezione del presidente della Repubblica.


Dal canto suo Conte ha chiarito che il presupposto per un dialogo con il centrodestra è togliere dal tavolo la candidatura di Silvio Berlusconi: “Siamo pronti ad un’azione e ad un confronto ampio e condiviso, ovviamente dal tavolo andranno rimosse candidature di parte come quella di Berlusconi – ha spiegato -. Avrete delle proposte più avanti, quando faremo il confronto anche con le altre forze. Siamo pronti a offrire al paese un nome che rappresenta tutti”.



La strategia è insomma quella di rimettere la palla nel campo avverso e frenare l’avanzata di Salvini che si è detto pronto a fare un nome la prossima settimana. La scelta, per la coalizione giallo-rossa, va fatta insieme visto che nessuno dei due schieramenti può vantare una maggioranza sufficiente ad eleggere il prossimo capo dello Stato.




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