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Giovedì 13 gennaio 2022 - 23:00

Quirinale, Conte rassicurato dai suoi: mi avete dato il mandato

Gruppi in assemblea: niente scontri, qualche voce per Mattarella bis

Quirinale, Conte rassicurato dai suoi: mi avete dato il mandato
Roma, 13 gen. (askanews) – E’ l’appello alla compattezza il primo segnale che Giuseppe Conte ha lanciato in assemblea ai deputati e senatori del Movimento 5 stelle che si preparano a partecipare all’elezione del presidente della Repubblica. “La nostra forza politica – ha sottolineato – deriva dalla solidità dei nostri numeri”. Assente Luigi Di Maio, in Francia per un impegno ufficiale, gli eletti 5 stelle (con la partecipazione di qualche grande elettore regionale) si sono confrontati senza troppa tensione sulla delicata partita del Quirinale.


Nella discussione, definita “liscia”, “senza dramma”, addirittura “noiosa” da alcuni dei partecipanti, è giunto qualche “no” all’ipotesi che Silvio Berlusconi possa essere votato dal M5S, qualche voce a favore di un bis di Sergio Mattarella al Colle, e qualche richiesta di maggiore coinvolgimento dei capigruppo (“fanno già parte della cabina di regia allargata”, la replica finale di Conte) o della base col tradizionale voto on line degli iscritti. Ma nel complesso in molti si sono detti favorevoli ad affidare a Conte la trattativa con le altre forze politiche. Lo scontro si è svolto più che altro sulle indiscrezioni e le veline fatte filtrare all’esterno, fra chi raccontava di una falange macedone di “contiani” a supporto delle tesi del leader (chi c’era racconta che in effetti in molti si sono esposti nel ribadire la fiducia e la delega a Conte) e chi ha rappresentato un gruppo “spaccato” con un pezzo addirittura pronto al “golpe” contro il leader.



L’ex premier ha promesso di convocare una congiunta non appena ci sarà un nome o qualcosa di concreto sul tavolo dei partiti ed ha chiesto ai suoi di condividere otto punti che rappresentano altrettanti “paletti” da fissare per il percorso elettorale presidenziale. I principali riguardano il rifiuto di elezioni anticipate e la difesa della continuità dell’azione di governo: in pratica una porta chiusa per Mario Draghi. Berlusconi è definito “irricevibile” da Conte, che ha spiegato comunque di voler allargare il campo della discussione al centrodestra a patto che rinunci a piantare “bandierine”.


Sulla linea di Conte il capogruppo alla Camera Davide Crippa, che ha ribadito la necessità di non far cadere il governo Draghi: “Non possiamo permetterci un rallentamento con il cambio di governo”. Preoccupata dell’unità dei gruppi la presidente dei senatori Mariolina Castellone: “Evitiamo isolamento e posizioni personali”, è il suo appello. “Tra noi il dibattito è acceso ma – ha sostenuto – siamo il gruppo più unito in Parlamento”. Fra i più in vista nel proporre il bis dell’attuale inquilino del Quirinale, il senatore Primo Di Nicola, che ha sottolineato come “un presidente della Repubblica non si può mai autoriproporre, sarebbe una monarchia. Ma anche Napolitano – ha ricordato – rifiutava il bis”. Il suo collega di gruppo Giuseppe Auddino ha proposto di votare Mattarella fin dalla prima votazione. Pro-Mattarella anche Danilo Toninelli, un tempo fra i big del Movimento, che comunque si è schierato fra quanti vorrebbero riesumare gli antichi riti delle origini: “Siamo l’antitesi dei partiti – ha detto – usiamo la democrazia diretta con il voto degli iscritti per uscirne a testa alta”.



Anni di esperienza parlamentare hanno fatto maturare a gran parte della truppa che fu “grillina” la consapevolezza che in una partita così complessa non sono loro gli unici al tavolo. L’unico che può mettere in ombra il leader è Luigi Di Maio: ex capo politico del M5S, ha rapporti diretti con tutti i leader di partito, con Draghi e con l’uscente Mattarella. Ma dalla serata di giovedì Conte è uscito rassicurato: a giudizio dell’ex presidente del Consiglio nei gruppi “c’è una fiducia complessiva, anche se sulla stampa ci rappresentano spaccati. Non tutte le testate, però: quelle autorevoli danno una rappresentazione più vicina alla realtà. Non tutti abbiamo la stessa opinione ma sui miei otto punti e sui paletti che ho indicato mi avete dato pieno mandato”.




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