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Martedì 14 settembre 2021 - 09:40

Green pass, Toti: fondamentale allargarlo a chi lavora col pubblico

governatori favorevoli, passo obbligato per uscire dalla pandemia

Roma, 14 set. (askanews) – “Non possiamo ballare come le cicale, soddisfatti dei dati in discesa del Covid: è chiaro che questa situazione a breve termine è limitata e comunque è legata alla campagna di vaccinazione in corso. Per la sicurezza del Paese, per il suo benessere economico, è fondamentale allargare il Green Pass a tutte quelle categorie di lavoratori in contatto con il pubblico. La certificazione verde attiene alla sicurezza sul lavoro alla pari delle misure antinfortunistiche. Non si può rimanere senza soprattutto per chi lavora in mezzo alla gente”. Così in un’intervista a La Stampa, il presidente della Liguria e cofondatore di Coraggio Italia, Giovanni Toti.


“Salvini è costretto a negare l’estensione del Green Pass perché incalzato da Meloni, ma i governatori della Lega sono contro di lui. E’ un problema politico che Salvini deve risolvere all’interno del suo partito”, osserva.



Secondo Toti il green pass va esteso “a tutti coloro che lavorano nei settori sensibili: dalla cultura, l’intrattenimento, il sociale, alle banche, assicurazioni, commercio e trasporto pubblico locale. Per non parlare dei dipendenti di bar e ristoranti: non ha senso dover essere muniti di Green Pass per sedersi al tavolo al chiuso di un ristorante mentre il cameriere che ti serve o il cuoco possono esserne sprovvisti. Ricordiamoci che non possiamo limitarci a pensare solo a ciò che succede a settembre, dobbiamo guardare avanti”.


L’autunno sarà “senza grossi problemi se la campagna vaccinale va avanti e se, appunto, il Green Pass verrà ampiamente potenziato. In mezzo ai guai se invece ciò non dovesse accadere. Non possiamo permetterci nuove chiusure, nuovi stop and go. Il Paese deve proseguire nella sua fase di rilancio economico, abbiamo da attuare il Recovery plan e non possiamo ipotizzare nuovi lockdown. E ancora: la scuola, l’università, i luoghi della cultura devono rimanere aperti. Dobbiamo tenere ben a mente queste cose se non vogliamo impantanarci un’altravolta».



Quanto all’obbligo del vaccino il governatore della Liguria spiega: “È un’ipotesi al vaglio di varie nazioni, persino il presidente americano Biden ci sta ragionando su. Ma io sono un liberale, e in ogni circostanza, in ogni eventualità ritengo che l’obbligo rappresenti un po’ un fallimento della democrazia. Basta, secondo me, estendere il Green Pass. Però voglio essere chiaro: se dovessi scegliere tra il rischio di richiudere un’altra volta il Paese e l’obbligo vaccinale, meglio quest’ultimo. Siamo in piena ripresa economica e non possiamo assolutamente correre il pericolo di tornare a serrare tutto. È una strada impercorribile, da combattere in tutti i modi. Anche con l’obbligatorietà del vaccino, se necessario. Il vaccino è la vera arma per combattere la pandemia, da non confondersi con altri illusori rimedi” come “l’uso del tampone come surrogato del vaccino. Il tampone è uno strumento che non può sostituire il vaccino. Il tampone entro le 48 ore prima di salire su un treno ad alta velocità o su un aereo può essere tollerato solo per chi a causa di patologie pregresse non può vaccinarsi”.


In che modo le Regioni possono influire sull’estensione del Green Pass? “Io personalmente ho già detto chiaramente al governo come la penso – risponde Toti -. E, al di là del fisiologico dibattito politico, mi pare che tutti i governatori siano, chi più chi meno, favorevoli ad ampliare il Green Pass. È un passo obbligato per uscire dalla strettoia della pandemia. Ma penso che spetti allo Stato fornire una direttiva comune”.



Toti è convinto “che già in settimana il governo estenderà il Green Pass a una parte della nostra società. Ho letto che il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta è intenzionato a procedere a un’estensione al pubblico impiego in tempi veloci. Dobbiamo, infine, riconoscere che le cose stanno andando bene: i cittadini hanno reagito positivamente alla campagna di vaccinazione e ci stiamo avvicinando all’80% di vaccinati”.


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