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Martedì 24 agosto 2021 - 11:16

Sisma Centro Italia, Pezzopane ad Amatrice: ricordare, ricostruire

Qui come cinque anni fa per abbracciare una comunità ferita

Roma, 24 ago. (askanews) – “Sono ad Amatrice come 5 anni fa, era il 24 agosto 2016. E chi dimentica quella giornata? Accorremmo da L’Aquila per portare aiuti. E le notizie da Montereale, Capitignano, Cagnano, Crognaleto, Teramo, da tutto il CentroItalia erano di nuovi crolli. Fu terribile la scossa, di notte, nel sonno, come il 6 aprile 2009. Il terremoto fu furioso e distruttivo. Rammento ancora con dolore i volti affranti, le sirene, la protezione civile, i volontari, i vigili del fuoco. Oggi ricordiamo quelle ore tremende, quelle vite che non ci sono più, ci stringiamo a questa comunità ferita in Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria”. LO dichiara la deputata dem Stefania Pezzoppane, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera e responsabile nazionale Aree terremotate e ricostruzione del Partito Democratico, in occasione del quinto anniversario del terremoto del Centro Italia.


“E poi – aggiunge l’esponente Pd – in Abruzzo un cratere nell’altro cratere, purtroppo nell’Alto Aterno e nel Teramano fu distrutto dove si era appena iniziato a costruire. Il 24 settembre iniziò un calvario durato 5 anni intrecciatosi con l’altro del 2009, lungo 12 anni. Ma alla fine, dopo tanto impegno, superati errori ed incertezze, vediamo la luce. Abbiamo fatto un enorme lavoro con il governo ed in Parlamento, dotando il cratere di una normativa avanzata come non mai. Sono stata relatrice del Decreto sisma durante il governo Conte bis e proprio da lì è iniziata la rivoluzione normativa con l’autocertificazione che ha consentito al commissario Legnini, nominato subito dopo, di procedere con le innovative ordinanze. Abbiamo inserito importanti norme di semplificazione delle procedure per il doppio cratere, per la conformità urbanistica, per l’edilizia pubblica, inserito il sismabonus sostitutivo del contributo, stabilizzato i lavoratori precari, rifinanziato la ricostruzione pubblica e privata, inserita la Zes ed il credito d’imposta per le imprese, approvato il Contratto istituzionale di sviluppo, finanziato università e Centri di ricerca, sostenuto progetti culturali per rivitalizzare i borghi ed altro ancora. Ed ora inizia la grande sfida del PNRR. Ho l’orgoglio di aver vinto una bella battaglia inserendo il fondo di 1 miliardo e 780 milioni per le aree terremotate del 2009 e del 2016-17. Prezioso il sì di Conte e poi con il presidente Draghi la conferma delle risorse nel Fondo compensativo PNRR. Con un emendamento ho poi costruito la governance che fa capo al commissario Legnini e che coinvolge sindaci, regioni, strutture dello Stato per programmare le risorse ed indirizzarle verso i settori produttivi trainanti, le infrastrutture, il turismo sostenibile, le imprese, la cultura e la formazione”.



“Fare presto, fare bene – conclude Pezzopane – uscire insieme da terremoto e pandemia. Per l’Appennino centrale è una occasione storica, di rinascita vera. Perché quello che abbiamo perso sia ricostruito meglio di prima, perché ci sia sviluppo dove prima c’era spopolamento ed abbandono. Con il sismabonus e con CasaItalia si stanno adottando giuste iniziative per prevenire il danno conseguente al sisma. La prevenzione è la vera cura ed anche su questo ci siamo mossi come mai accaduto prima. Ma in questa giornata il nostro pensiero più grande è a chi non c’è più e alle loro famiglie. I morti di Amatrice e dei territori colpiti. Ho presentato una proposta di legge per i familiari delle vittime del terremoto, spesso dimenticati ed ignorati. Prevedo un sostegno ed un accesso al lavoro per chi ha bisogno. È una legge giusta che va approvata entro l’anno. Chiedo al presidente Draghi di appassionarsi a questa iniziativa e a favorire, con il sostegno del governo, una legge di civiltà che riconosce le responsabilità dello Stato e non abbandona chi ha perduto tutto. Ad Amatrice oggi, con amore, nel ricordo di tutte le vittime dei terremoti e con la speranza e la forza di ricostruire tutto più bello e resistente di prima”.




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