Header Top
Logo
Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Mattarella ricorda Indro Montanelli a vent’anni dalla morte

colonna Sinistra
Giovedì 22 luglio 2021 - 09:57

Mattarella ricorda Indro Montanelli a vent’anni dalla morte

Personalità di rilievo per decenni della cultura e della vita pubblica italiana

Mattarella ricorda Indro Montanelli a vent’anni dalla morte
Roma, 22 lug. (askanews) – Indro Montanelli è stato un “intellettuale dalle inesauribili energie: maestro di scrittura, giornalista intransigente nella difesa della autonomia professionale, è stato per decenni una personalità di rilievo nella cultura italiana e nel dibattito pubblico” che “rifiutava con cocciutaggine qualsiasi omologazione, rivendicandolo al suo carattere di toscano”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione a vent’anni dalla morte del fondatore del Giornale.


“Il ricordo di Indro Montanelli, a vent’anni dalla morte – dice Mattarella- suscita ancora intensa partecipazione, non soltanto in coloro che lo hanno conosciuto più da vicino, ma anche nei tanti che ne hanno apprezzato le qualità di cronista, di narratore, di divulgatore storico, di polemista che non rinunciava ai toni forti anche a rischio di disorientare i propri ammiratori”.



“Il giornalismo di Indro Montanelli – prosegue il capo dello Stato- ha attraversato gran parte del Novecento. Iniziata la sua attività durante il regime fascista, fu inviato di guerra, e si distinse in quegli anni per dare completezza al suo lavoro, sottraendosi per quanto possibile alle strette maglie della propaganda. Divenuto critico verso il fascismo, fu imprigionato a Milano nell’ultimo periodo della seconda guerra mondiale. Evaso dal carcere raggiunse la Svizzera, dove attese la fine del conflitto”.


“La Repubblica – sottolinea ancora Mattarella- vide intensificarsi il suo impegno di giornalista e di scrittore.



Fu una delle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Fondò il Giornale e poi la Voce. Scelse strade nuove ogni qualvolta vide, o temette, invasioni di campo o limitazioni del proprio spazio di autonomia”. E “le Brigate rosse lo individuarono come obiettivo, e l’agguato che provocò il suo ferimento fu un crimine contro la libertà dell’informazione”.


Tor/Int9



CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su