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Giovedì 6 maggio 2021 - 14:02

Cosa dice il ddl del centrodestra di governo alternativo al ddl Zan

E' stato depositato in Senato
Cosa dice il ddl del centrodestra di governo alternativo al ddl Zan

Roma, 6 mag. (askanews) – Il ddl, depositato al Senato, presentato dal centrodestra di governo e alternativo al ddl Zan si compone di tre articoli e si concentra sulle “aggravanti nei casi di violenza commessa in ragione dell’origine etnica, credo religioso, nazionalità, sesso, orientamento sessuale, età e disabilità della persona offesa”.

All’articolo 1 del ddl “si interviene sulla parte generale del codice penale, mediante un’aggravante che si pone in rapporto di specialità rispetto a quelle già presenti nell’articolo 61 attualmente vigente”. “Gli articoli 2 e 3 assicurano invece un efficace apparato repressivo, attraverso la predisposizione di un sistema di ‘blindatura’ della circostanza: esso limita il potere del giudice di bilanciare tale circostanza aggravante con eventuali attenuanti” per assicurare “una tutela reale ed effettiva”.

Nel dettaglio, il ddl chiede di aggiungere, all’articolo 61 primo comma del codice penale “l’aver agito in ragione dell’origine etnica, credo religioso, nazionalità, sesso, orientamento sessuale, disabilità nonchè nei confronti dei soggetti che versano nelle condizioni di cui all’articolo 90-quater del codice di procedura penale” (ovvero quello che stabilisce che “la condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa è desunta, oltre che dall’età e dallo stato di infermità o di deficienza psichica, dal tipo di reato, dalle modalità e circostanze del fatto per cui si procede”).

Il ddl prevede che all’articolo 69 del codice penale, il quarto comma sia sostituito dal seguente: “Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle circostanze inerenti alla persona del colpevole, esclusi i casi previsti dall’articolo 99, quarto comma, i reati aggravati dall’articolo 61 n. 1-bis), nonché i casi previsti dagli articoli 111 e 112, primo comma, numero 4), per cui vi è divieto di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle ritenute circostanze aggravanti, ed a qualsiasi altra circostanza per la quale la legge stabilisca una pena di specie diversa o determini la misura della pena in modo indipendente da quella ordinaria del reato”. Infine, si stabilisce che all’art. 69-bis del codice penale “siano aggiunte, dopo le parole ‘procedura penale’, le seguenti: ‘e per i delitti aggravati dall’art. 61 n. 1-bis'”.

Vep/Int9

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