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Venerdì 9 aprile 2021 - 15:02

Salvini-Letta uniti da Draghi e dl Imprese. Ma restano divisioni

Altolà Lega su legge elettorale e su Copasir ribadita richiesta azzerare
Salvini-Letta uniti da Draghi e dl Imprese. Ma restano divisioni

Roma, 9 apr. (askanews) – Uniti dall’idea di un corposo decreto imprese e dal sostegno a Draghi, inevitabilmente divisi su tutto il resto. E’ durato circa un’ora e mezza l’atteso incontro tra Enrico Letta e Matteo Salvini. Un colloquio, tenutosi nella sede di Arel, che fa parte del giro di orizzonte con tutte le forze politiche avviato dal neo segretario dem (che questa mattina ha visto anche Vito Crimi).

Il faccia a faccia, dicono fonti leghiste, si è svolto in un “clima cordiale”. Letta lo sintetizza così: “Con la Lega andremo alle elezioni su fronti contrapposti ma in questo momento insieme sosteniamo il governo Draghi, tifiamo per il governo Draghi per far uscire l’Italia dalla pandemia con i vaccini e la ripresa economica”.

“Su alcuni punti – spiega Salvini – la battaglia è comune: un imponente, importante, coraggioso decreto imprese, dedicato a chi rischia del suo, alle partite Iva, ai commercianti, agli artigiani, alle piccole imprese da fare entro aprile e poi il tema della salute e delle riaperture”. Dal Carroccio spiegano che tale provvedimento, che non dovrà più chiamarsi dl sostegni ma dl imprese, dovrà contare su una somma rilevante, superiore a tutte quelle previste in passato, “per aiutare i troppi dimenticati”.

“Con Salvini – conferma Letta – abbiamo convenuto sulla necessità, dopo aver ascoltato le parti sociali, che il governo faccia un importante decreto imprese che aiuti il mondo dell’economia e delle piccole imprese in questo momento molto in difficoltà”.

Nell’incontro non si sarebbe invece parlato di legge elettorale. “Per me va bene quella che c’è”, taglia corto il leader del Carroccio.

Quanto al nodo Copasir, la cui presidenza è ora affidata al leghista Volpi ma rivendicata da Fdi in quanto forza di opposizione, l’ex ministro dell’Interno spiega di aver ribadito a Letta “la richiesta di azzerare tutto” con dimissioni per tutti i componenti” perché “mi sembra una richiesta sensata”.

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