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Giovedì 8 aprile 2021 - 20:33

Draghi striglia “furbetti” dei vaccini. Sulle riaperture non c’è data

"Priorità a over 75, se in sicurezza è più facile ripartire"
Draghi striglia “furbetti” dei vaccini. Sulle riaperture non c’è data

Roma, 8 apr. (askanews) – Il presidente del Consiglio Mario Draghi ostenta ottimismo sul piano vaccini, nonostante il caso AstraZeneca, ma striglia i “furbetti”, invitando a concentrarsi sull’immunizzazione degli over 75.

Il premier ha aperto la sua conferenza stampa proprio con un duro richiamo a tutti coloro che saltano la fila. “Con che coscienza – ha detto – la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a un rischio concreto di morte chi ha più di 75 anni?”. Draghi ha fatto, in particolare, un esempio concreto: gli “psicologi di 35 anni” vaccinati perchè “operatori sanitari”. “Non voglio dire – ha precisato – che il personale sanitario in prima linea non debba essere vaccinato, ma non vogliamo platee che si allargano a tanta gente che non è in prima linea”. Tra l’altro, ha aggiunto, la vaccinazione delle categorie più a rischio sarà un “parametro” fondamentale per le riaperture. La disponibilità di dosi, ha assicurato, “non è caduta” e l’obiettivo di 500 mila somministrazioni al giorno è confermato ma “bisogna fare delle scelte” dando la priorità ad anziani e soggetti fragili. “Ora – ha spiegato – si apre una fase dirimente: è chiaro che vaccinare le persone più esposte al rischio non solo è un dovere, ma è interesse delle regioni. Perché possono riaprire in sicurezza la loro economia più presto”.

Sulle riaperture, però, al momento, non ci sono indicazioni. Il tema è stato al centro dell’incontro che ha avuto oggi con il leader della Lega Matteo Salvini, che chiede un segnale già da metà aprile. “Non ho una data, ne stiamo parlando in questi giorni, dipende dall’andamento dei contagi, ma anche dall’andamento delle vaccinazioni sulle fasce a rischio”, ha detto Draghi, che però invita a guardare al “futuro”, a partire dalla prossima stagione estiva che “non è abbandonata”. “I siti turistici sono prenotati dagli italiani ma gli stranieri non ci sono ancora, bisogna annunciare che siamo pronti ad accogliere tutti i turisti che hanno un certificato vaccinale”, ha detto, annunciando di aver chiesto anche al ministro del Turismo Massimo Garavaglia “un piano per riaprire fiere ed eventi”.

A proposito di Salvini, Draghi ha anche approfittato dell’occasione per difendere il ministro della Salute Roberto Speranza, da settimane oggetto degli attacchi da parte del leader leghista. “A Salvini – ha rivelato – ho detto che ho voluto io Speranza nel governo e che ne ho molta stima”.

Il premier ha anche parlato delle proteste che le categorie più colpite dalle chiusure hanno portato avanti nei giorni scorsi, anche vicino a Palazzo Chigi, dove ci sono stati scontri con le forze dell’ordine. “Delle manifestazioni che ci sono state naturalmente condanno la violenza ma capisco il senso di smarrimento e la disperazione”, ha assicurato, garantendo che il governo lavora per arrivare in tempi più stretti a un nuovo decreto Sostegni che avrà più risorse rispetto ai 32 miliardi del precedente. “Il ministro Franco – ha precisato – presenterà prima il Def, dove viene definito lo scostamento. Il Parlamento lo dovrà poi votare e poi faremo il decreto, che conterrà sia sostegni che misure per le riaperture. La dimensione sarà probabilmente più grande” di quello precedente. Però non ci sarà una ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti, come chiesto dalla Cgil. “La posizione del governo – ha concluso – è quella espressa nel decreto sostegni: lo sblocco dei licenziamenti a giugno a seconda dei due tipi di ammortizzatore sociale di cui dispongono i lavoratori e a ottobre per gli altri”.

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