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Lunedì 8 marzo 2021 - 09:54

Lagarde: la pandemia ha dimostrato che rompere gli schemi si può

La presidente Bce al Corriere: ora maggiori opportunità per le donne
Lagarde: la pandemia ha dimostrato che rompere gli schemi si può

Roma, 8 mar. (askanews) – La pandemia ha avuto un impatto molto pesante sulla vita delle donne, ma ha anche messo in luce il loro valore fondamentale nel tessuto della società, dalla sanità all’istruzione. Ma non solo, sconvolgendo la vita quotidiana di ciascuno ha consentito di trovare nuove forme di organizzazione della famiglia meno gravose per la componente femminile. Questo è perciò il momento di rompere gli schemi per adottarne di nuovi, più consoni al presente, ampliando lo lo spazio di partecipazione delle donne alla leadership in tutti i settori, creando maggiori opportunità e rivedendo la ripartizione dei compiti familiari con gli uomini. E’ il messaggio che la presidente della Bce Christine Lagarde ha affidato per la festa della donna alle pagine della Corriere della Sera.

“L’anno appena trascorso ha reso evidente che l’impatto sociale ed economico della pandemia sulla vita delle donne è particolarmente pesante… È preoccupante che queste circostanze rischino di annullare i progressi conquistati a caro prezzo sul fronte della parità di genere. Non dobbiamo permettere che ciò accada”.

“Ma c’è anche speranza di cambiamento. Le crisi esistenziali sconvolgono il nostro modo di vivere quotidiano e ci spingono a rifondare alcuni dei nostri valori. La pandemia non ha soltanto alzato il velo sulle gravi carenze della nostra società, ci ha anche costretto ad agire in modo diverso. Ed è proprio qui che vedo la possibilità di un cambiamento per il meglio.

Per questo oggi, Giornata internazionale della donna, invito tutti, donne e uomini, a rompere insieme gli schemi e abbracciarne di nuovi, più consoni alle necessità del presente”.

“Il lavoro comincia in famiglia, cuore e centro della nostra vita durante il confinamento. La pandemia ha messo chiaramente in luce lo squilibrio fra uomini e donne in termini di lavoro non retribuito. Ma ci ha anche dimostrato che i nostri compagni possono farsene carico. In alcuni casi i padri, impegnati a lavorare da casa o costretti a un orario di lavoro ridotto, hanno preso in mano le redini della famiglia, mentre le madri svolgevano mansioni essenziali al di fuori delle mura domestiche”.

“Una simile rottura dei canoni, se durerà, potrà portare alle donne la libertà di realizzarsi altrove, sul lavoro o nella comunità. Una maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro, con adeguati servizi per l’assistenza all’infanzia e un’organizzazione flessibile dell’orario di lavoro a favore di donne e uomini, permetterebbe di compiere un grande passo avanti nel colmare il divario retributivo di genere”.

“La pandemia ha posto in risalto il ruolo professionale imprescindibile che le donne svolgono nella società.

Rappresentano i tre quarti dei circa 18 milioni di operatori sociosanitari nell’area dell’euro e contribuiscono in misura simile al mondo dell’istruzione. Entrambi i settori si sono rivelati indispensabili durante la pandemia…”.

“C’è bisogno di più donne anche nel campo della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica…

Bisogna quindi guardare oltre le carriere tradizionali: incoraggiamo le donne e le ragazze ad affermarsi in quegli ambiti in cui solo poche di loro si sono ancora spinte. Oggi la BCE dà il via alla nuova edizione del programma di borse di studio per studentesse di economia, finalizzato a colmare la limitata presenza delle donne in questo settore”.

“La pandemia ha dimostrato il valore della leadership femminile, soprattutto in tempi di crisi… Eppure è donna soltanto il 18,5% dei capi di governo dei paesi dell’UE. Sebbene rappresentino più della metà della popolazione dell’UE (51%), la loro presenza nei parlamenti nazionali non supera un terzo dei membri. Nessuna delle banche centrali dell’area dell’euro, i cui governatori sono nominati dai governi nazionali, è guidata da una donna. La percentuale della rappresentanza femminile è altrettanto bassa negli organi di amministrazione delle imprese. Nelle maggiori società quotate europee le donne occupano soltanto il 7,5% delle posizioni dirigenziali… È il momento di ripensare la leadership e apportare maggiore diversità negli organi di amministrazione, nei parlamenti e nelle amministrazioni pubbliche. Una più equa ripartizione dei compiti domestici e maggiori opportunità di carriera permetteranno alle donne di contribuire ancor di più alla società, partecipare attivamente alla vita politica e dare voce alle tante istanze ancora inascoltate. Procediamo con ambizione verso questa meta affinché la nostra società riemerga più forte, più equa e più sostenibile dalla pandemia”.

bea/sam

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