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Mercoledì 24 febbraio 2021 - 08:40

L’accusa di Decaro: il Pd ostaggio delle correnti, rischia di sparire

"Non mi candido a niente ma partito non diventi una caserma"
L’accusa di Decaro: il Pd ostaggio delle correnti, rischia di sparire

Roma, 24 feb. (askanews) – “Il partito è ostaggio delle correnti e le correnti tengono in ostaggio il segretario. Non sono contrario per principio alle correnti, se sono aree culturali che dibattono sui temi. Ma non è più così da molto tempo. Oggi sono gruppi di eletti che si muovono allo scopo di essere rieletti sulla base di un vincolo di fedeltà al loro leader. Si alimentano di parlamentari che studiano strategie per tornare a fare i parlamentari”. Lo afferma, in una intervista a Repubblica, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro secondo il quale “o mettiamo mano adesso all’identità del partito o rischiamo fra un anno o due di non trovarlo più, il Pd”.

Anche sulla partita della formazione del governo e ora della scelta dei funzionari secondo Decaro la logica è stata questa: “L’elenco dei ministri dato a Draghi era semplicemente la lista dei capicorrente. Allora alle donne ho detto, ironicamente: fate una corrente anche voi, così la prossima volta avrete posto.

Anche nella scelta dei sottosegretari si procede così: devi essere persona di fiducia del capocorrente che ti sceglie. E ancor prima, è così che si formano le liste. È per questo che non c’è dissenso e non emergono nuove figure. Ma il Pd non può diventare una caserma”.

“Non voglio discutere il segretario. Non chiedo il congresso in piena pandemia. Non mi candido a niente – ribadisce -. Ho ancora tre anni e mezzo di mandato da sindaco, sono stato eletto per acclamazione presidente Anci, me ne potrei stare tranquillo” ma la richiesta è “che siano ascoltati gli amministratori locali. Che abbiano posto negli organismi dirigenti e parola nelle decisioni. Ma non per accrescere il loro potere, come chi lo desidera per sé potrebbe sospettare: per accrescere la forza del partito”.

“La linea – conclude Decaro – la leggo io stesso sui giornali. O Conte o il voto, poi Draghi, nessuno voto, no all’allargamento dell’alleanza, poi si è allargata”.

vep/sam

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