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Mercoledì 20 gennaio 2021 - 07:09

L’appello di Franceschini ad europeisti e moderati di centro

Allargare la maggioranza a chi è a disagio con Salvini, in Fi molti interessati
L’appello di Franceschini ad europeisti e moderati di centro

Roma, 20 gen. (askanews) – “C’è un governo che ha preso la fiducia e ora è nella pienezza dei poteri. E sappiamo quanto serva questo nel mezzo di una pandemia. Approveremo subito lo scostamento, i nuovi ristori e manderemo entro febbraio il Recovery plan in Europa. Una crisi sarebbe stata un salto nel buio per l’Italia”. Lo dice il ministro per i Beni culturali e capodelegazione del Pd, Dario Franceschini, in una intervista a Repubblica all’indomani dell’approvazione della fiducia al governo Conte in aula al Senato con 156 voti.

“È chiaro – aggiunge Franceschini – che quello di oggi non è un punto di arrivo, ma di partenza, su cui costruire una prospettiva politica. Anche se avessimo 161 voti al Senato sarebbe un traguardo simbolico, ma la sostanza non cambierebbe. Un governo è forte se può contare su almeno 170 senatori. Ora quindi dobbiamo lavorare per rafforzarlo. Le maggioranze e i governi durano se hanno una prospettiva, una missione, un disegno politico, altrimenti sono solo alleanze temporanee con poco futuro. Oggi si tratta di fare di necessità virtù come quando, grazie a un patto tra avversari politici per evitare il voto e la vittoria dei sovranisti, nacque questo governo. Da quel momento abbiamo cercato di darci una prospettiva”.

“E’ innegabile – prosegue Franceschini – l’evoluzione dei 5Stelle verso una cultura di governo, al punto che la nostra ora può diventare una alleanza strategica per andare insieme alle elezioni. Oggi abbiamo una nuova opportunità per fare di necessità virtù. In modo trasparente e senza scambi di poltrone, alcuni hanno deciso di sostenere il governo e altri, pur non votando la fiducia, hanno detto ‘per ora’, mostrando interesse per un nuovo spazio politico. Penso a diversi moderati di centrodestra, dall’Udc a Forza Italia alla componente di Romani e Quagliariello. In tutta Europa i leader del Ppe non capiscono questa anomalia, che vede solo in Italia le forze che aderiscono alla loro famiglia politica alleate dei sovranisti antieuropei”.

“Abbiamo offerto, e l’offerta resta in campo, di allargare la maggioranza a tutti i moderati che stanno con grande disagio in una alleanza a guida Salvini e Meloni, per sostenere una linea europeista e approvare una legge proporzionale che liberi il Paese da alleanze forzate. Per Forza Italia è una occasione: in quel partito c’è una contraddizione che prima o poi esploderà. Se non la coglieranno i vertici lo faranno altri al suo interno.

Credo, anzi so, che ci sono molti forzisti interessati”, sottolinea.

Quanto al partito di Conte, Franceschini osserva: “Non è un tema all’ordine del giorno, molto dipenderà dalla legge elettorale con cui si andrà a votare”. E sui rapporti con Italia Viva dice: “Anche ieri, ascoltando Renzi, non ho capito su cosa ha aperto la crisi. E se non sai su cosa si è rotto, non sai su cosa ricomporre. Credo non ci siano le condizioni per chiudere la crisi come una parentesi e ricominciare daccapo, con quel logoramento quotidiano dentro la maggioranza che ne ostacola l’azione”.

Luc/Pie

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