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Giovedì 14 gennaio 2021 - 15:08

Parlamento attende mosse Conte, Zingaretti-Di Maio: mai più Iv

Ipotesi responsabili è sempre in campo
Parlamento attende mosse Conte, Zingaretti-Di Maio: mai più Iv

Roma, 14 gen. (askanews) – Mentre si attendono le mosse del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo le dimissioni rassegnate dalle ministre di Italia Viva, Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti tagliano fuori Matteo Renzi da un eventuale Conte ter. Il gesto dell’ex premier fiorentino viene definito dal ministro degli Esteri M5s “irresponsabile”, un gesto che “divide definitivamente le nostre strade”. Non è più tenero il segretario del Pd Zingaretti che, parlando all’esecutivo politico del partito, definisce Iv inaffidabile “in qualsiasi scenario e in una nuova possibile ripartenza”. Parole che aprono la strada a una nuova maggioranza di “costruttori europei” come li definisce Di Maio ma che escludono la destra sovranista di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, come ci tiene a ribadire Zingaretti. “Di Maio non sia criptico, la sinistra ci dica cosa vuole”, ammonisce il vicepresidente Fi Antonio Tajani arrivando al vertice con i leader del centrodestra.

E allora? Sembra non perdere quota la ricerca di un gruppo parlamentare di “responsabili” che dia a Conte i voti che Iv gli farà mancare soprattutto al Senato dove i numeri del Conte II sono sempre stati risicati. Franco Mirabelli, vicecapogruppo Pd a Palazzo Madama, non la esclude: “Non escludo niente. Escludo un governo tecnico che altro non farebbe che vivacchiare quando il Paese ha bisogno di altro”. L’operazione di costruzione di una nuova maggioranza al Senato sembra ancora acerba tanto che Pd, M5s e Leu in conferenza dei capigruppo, associandosi alla richiesta del centrodestra di parlamentarizzazione della crisi, confidano che il premier si presenti in Parlamento non subito come chiede l’opposizione bensì la settimana prossima, dopo il voto sullo scostamento di bilancio, alla Camera già calendarizzato per il 20 gennaio. Davide Faraone, presidente dei senatori renziani, durante la conferenza dei capigruppo, si è schierato col centrodestra nel pretendere che l’avvocato del popolo informi il Parlamento sulla crisi il prima possibile twittando a riunione ancora in corso: “C’è una crisi, due ministre si sono dimesse e il premier non vuole andare oggi al Colle e non vuole venire in Senato. C’è ancora una Costituzione in questo Paese o un DPCM l’ha cancellata?”.

Conte per ora tace. Alle 20,30 ci sarà un Consiglio dei ministri sullo scostamento di bilancio ma le intenzioni del premier non sono chiare. Le strade sono diverse: una informativa – non oggi ma a breve – sulla situazione del governo senza un voto; comunicazioni dopo aver incassato il voto sullo scostamento (che comunque l’opposizione – parola del vicepresidente del Senato Ignazio La Russa – ha assicurato voterebbe anche a crisi aperta) e richiesta di fiducia; formalizzazione della crisi senza passare dalle Camere rassegnando le dimissioni nelle mani del capo dello Stato Sergio Mattarella che a quel punto entrerebbe pienamente in gioco. E a quel punto non è detto che il ‘veto’ di Di Maio e Zingaretti su Italia viva resterebbe in piedi.

Dal canto loro i renziani continuano a dirsi disponibili ad aprire un confronto: “Le mie dimissioni sono lo spazio perchè il tavolo per riprogettare il Paese, sempre rimandato, finalmente si apra. Non si può più rimandare, proprio perchè siamo in crisi bisogna agire, il tema non è Conte ma la risposta politica”, ha detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.

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