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Giovedì 25 giugno 2020 - 09:59

Migranti, Salvini: tornerò all’hotel House di Porto Recanati

"La Lega lo stava ripulendo ma ora fa i conti col Covid"

Roma, 25 giu. (askanews) – “Sono pronto a tornare al più presto all’Hotel House di Porto Recanati”. Lo annuncia il leader della Lega Matteo Salvini, che tra venerdì e sabato sarà nelle Marche e “non dimentica” la struttura che sorge in provincia di Macerata.

“L’Hotel House di Porto Recanati – ricorda una nota dell’ufficio stampa della Lega – è un complesso residenziale costruito nel 1967: era stato presentato come esempio di edilizia a uso turistico residenziale nella Riviera Adriatica. 17 piani, 480 appartamenti: ci vive un sesto della popolazione di Porto Recanati. Col passare del tempo ha però perso valore e ha attirato molti lavoratori extracomunitari, soprattutto maghrebini e centroafricani, seguiti da asiatici. Quando Matteo Salvini entra al Viminale, tra i vari report chiede una relazione sull’Hotel House. Nell’aprile 2015, il leader leghista era stato accolto con vere e proprie barricate che gli avevano impedito l’accesso”.

“Il 16 settembre 2018 Salvini – ricorda ancora la Lega – ci torna da ministro. La relazione sulla sua scrivania conferma una situazione fuori controllo: in tre appartamenti era stata realizzata una moschea e più di 80 alloggi erano stati pignorati. Residenti ufficiali: 1.711. Il tutto nonostante un indiscutibile impegno da parte delle Forze dell’Ordine: dal primo gennaio 2018 al settembre dello stesso anno, avvalendosi anche di monitoraggio aereo e di unità cinofile anche antidroga, donne e uomini in divisa avevano eseguito ben 295 interventi operativi, alcuni dei quali ripetuti nella stessa giornata e a orari diversificati, procedendo all’identificazione di 2.557 soggetti, residenti all’interno dell’Hotel House o comunque presenti nell’area. Non solo. Fin dal 2017 la Guardia di Finanza aveva controllato i flussi finanziari relativi ai cinque operatori money-transfer presenti nel complesso, identificando oltre 2.300 cittadini di provenienza non europea, che avevano movimentato verso paesi esteri circa 5 milioni di euro (di cui l’80% verso Senegal, Pakistan e Bangladesh)”.

“Da allora, l’Hotel House è stato uno dei dossier su cui Salvini ha lavorato con particolare intensità, coordinandosi con prefettura e amministratori locali. Poi, cambia il governo. All’Hotel House s’accende perfino un focolaio di Covid-19. Il ministro Luciana Lamorgese non è mai stato sul posto. Salvini è pronto a tornarci”, sottolinea l’ufficio stampa della Lega.

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