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Martedì 23 giugno 2020 - 15:48

Cgil, Cisl, Uil: ripensare l’ospedale per futuro sanità lombarda

Domani tavolo con il presidente Fontana
Cgil, Cisl, Uil: ripensare l’ospedale per futuro sanità lombarda

Milano, 23 giu. (askanews) – “Non può esserci futuro per la sanità lombarda senza un ripensamento del ruolo e delle funzioni del sistema ospedaliero”. Lo hanno ribadito questa mattina Cgil, Cisl e Uil Lombardia, scesi nuovamente in piazza sotto Palazzo Lombardia per chiedere l’apertura di un tavolo permanente di confronto con la Presidenza della Regione e stringere un nuovo “Patto per la salute”, che rilanci la sanità pubblica e la medicina del territorio.

Organizzato con le Federazioni che rappresentano i pensionati e tutti i lavoratori che a diverso titolo operano nel sistema sanitario e sociosanitario, il presidio ha chiuso il cerchio della mobilitazione avviata il 16 giugno con la manifestazione sulle Rsa e proseguita il 19 con quella sui distretti. Nel corso degli interventi che si sono alternati nella mattinata, i sindacati hanno ricordato i gravi limiti del sistema ospedaliero, drammaticamente evidenziati dalla pandemia.

“Innanzitutto si è tardato nella realizzazione di una netta separazione dei percorsi di accesso alle strutture ospedaliere, con una chiara distinzione di pazienti acuti, cronici, pazienti acuti e cronici con patologia infettiva – affermano Cgil, Cisl e Uil Lombardia -. E’ assolutamente inefficiente un modello in cui il baricentro del sistema sanitario è tutto spostato sull’ospedale e l’assistenza ospedaliera e poco sul territorio”.

Il taglio dei posti letto e del personale sanitario negli ospedali pubblici, inoltre, ha determinato pesanti ricadute. “Per competere con il sistema privato – spiegano i sindacati – le Aziende socio sanitarie pubbliche (Asst) hanno concentrato la spesa in ambito ospedaliero, sottraendo ulteriori risorse allo sviluppo dei servizi di cura e assistenza territoriale, e hanno fatto largo ricorso al lavoro in somministrazione, senza favorire percorsi di stabilizzazione e protraendo negli anni disparità di trattamento economico e normativo a parità di mansione”.

(segue)

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