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Sabato 9 gennaio 2016 - 17:38

Fava: tensione tra allevatori prova fallimento trattativa latte

Incontro nel Bergamasco su prezzo e filiera produttiva

Milano, 9 gen. (askanews) – “La prova del fallimento della trattativa ministeriale è la tensione percepita tra gli allevatori. Basta parlare con loro. Noi avevamo proposto un metodo, che è stato messo da parte per ragionare sulle cifre. Per tre mesi. Bastava che a luglio ci aiutassero a chiudere e noi oggi avremmo parlato d’altro. Ora c’è un impegno a convocare il tavolo ministeriale, se ci invitano andremo a dire la nostra”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava intervenendo oggi a Ghisalba, in provincia di Bergamo, a un incontro sulle problematiche del lattiero caseario, a partire dalla questione del prezzo e delle sperequazioni lungo la filiera produttiva.

Il confronto era aperto a rappresentanze sindacali, allevatori, produttori e amministratori pubblici e sono intervenuti Angelo Zucchi, capo segreteria del ministro delle Politiche Agricole, Paolo Cova, componente XIII commissione agricoltura alla Camera dei Deputati, Matteo Lasagna, presidente Confagricoltura Lombardia, Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia, Giovanni Daghetta, presidente Cia Lombardia, e Marco Ottolini, direttore Aop Latte Italia.

“Il sistema che non funziona è stato affrontato non intervenendo sulle regole, come abbiamo cercato di fare noi per un anno, ma cercando una soluzione sul valore. Tra qualche settimana saremo ancora da capo, e non mi pare che le aziende abbiano tratto beneficio dall’accordo ministeriale” ha detto Fava. “Siamo da capo, anzi tornati indietro – ha detto Fava – perchè i passi avanti che ci avevano portato quasi alla conclusione, alla firma dell’accordo di indicizzazione sul valore del prodotto, anche insieme agli industriali, sono svaniti quando il tavolo è stato convocato a Roma; se fosse stato usato quel parametro avremmo risultati tra i 39 e i 40, 5 centesimi, numeri che nella realtà dei fatti invece non esistono. Per la prima volta la nostra proposta, secondo cui se aumenta il valore del prodotto alla vendita deve aumentare anche quello della materia prima, prescindeva dal valore rappresentato dal costo di produzione. Gli industriali non avrebbero detto di no a un principio simile”.

Sul tema promozione Fava ha ricordato “che questo governo ha sottratto 70 milioni di super prelievo, sostenendo che avrebbe fatto attività promozionale nelle scuole”. “Sono fermo a un annuncio del ministro, riferito in un’assemblea – ha detto Fava – quando disse che questi soldi sarebbero stato utilizzati a tale scopo. E allora, perchè la promozione nelle scuole dovrebbe farla la Regione?”. “La Misura 16 prevede tutto ciò che può essere finanziato per promozione e tutela delle filiere – ha sottolineato l’assessore – ma deve essere il mondo dei produttori a farsi finanziare la campagna con i fondi del Psr.La proposta deve arrivare dalle imprese, deve essere la filiera del latte lombardo che mi deve dire come usare i fondi per la programmazione dello sviluppo rurale, cioè usare le regole per intercettare le risorse”.

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