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Mercoledì 30 novembre 2022 - 16:12

Torna l’osservatorio Durex “Giovani e Sessualità”

In occasione del World Aids Day

Torna l’osservatorio Durex “Giovani e Sessualità”
Roma, 30 nov. – Torna anche nel 2022 l’ormai storico Osservatorio “Giovani e Sessualità” condotto da Durex in collaborazione con Skuola.net. La ricerca, presentata quest’anno in occasione del World AIDS Day, e a cui hanno aderito più di 15.000 giovani tra gli 11 e i 24 anni, ha permesso di tornare ad indagare il rapporto di preadolescenti, adolescenti e giovani adulti con la sessualità e l’affettività.


Sono proprio i giovani – verso i quali Durex è costantemente impegnato in un percorso di educazione e aiuto sui temi del benessere affettivo e sessuale – coloro che necessitano maggiormente di attenzione su questi temi. Dall’Osservazione condotta emerge, infatti, un approccio sempre più precoce alla sessualità, correlato ad una debole percezione del rischio e connesso a comportamenti sessuali poco consapevoli, come lo scarso utilizzo del preservativo o la mancanza di adesione a programmi di prevenzione o controlli di screening.



I DATI 2022: APPROCCIO AL SESSO SEMPRE PIU’ PRECOCE E CALA ANCORA L’USO DEL PRESERVATIVO. Il 34% dei giovani coinvolti nell’osservazione afferma di aver avuto il primo rapporto sessuale tra i 15 e i 16 anni, ma c’è anche chi dichiara di aver avuto la sua prima esperienza prima dei 13 anni (8%) in aumento rispetto al passato. Il dato si fa ancor più significativo analizzando i comportamenti dei non-binary, con il 28,5% degli intervistati che dichiara di aver avuto il primo rapporto tra gli 11 e i 12 anni.


In questo contesto, l’elemento preoccupante è che l’approccio così precoce risulta essere accompagnato dalla messa in atto di comportamenti poco consapevoli e molto spesso a rischio: tra gli intervistati, meno di un giovane su due (46%) utilizza sempre il preservativo, dato che diventa ancor più preoccupante se confrontato con i risultati passati, nel 2018 era il 57%. Inoltre, parlando di contraccezione, alla domanda sull’utilizzo del coito interrotto oltre il 35% lo ritiene un metodo efficace contro gravidanze indesiderate o Infezioni Sessualmente Trasmesse, con le percentuali più elevate tra i giovanissimi – nella fascia 11-13 anni. La consapevolezza in merito all’inefficacia del coito interrotto sembra infatti crescere con l’età, sebbene questa non sia un deterrente al suo utilizzo.



La scarsa consapevolezza sui rischi per la propria salute e per quella altrui è accompagnata poi dalla mancata adesione a programmi di prevenzione e di screening: il 64% dei giovani intervistati non si è infatti mai rivolto a specialisti (ginecologi, andrologi). Fra i maschi la percentuale è ancora più alta: addirittura il 73% spiega di non aver mai varcato la soglia di uno specialista nelle condizioni che riguardano la sfera sessuale e riproduttiva maschile


La situazione è poi ulteriormente aggravata dallo scarso confronto e dialogo. I giovani, infatti, non sembrano sentirsi a loro agio nell’affrontare questa tematica con la famiglia: il 47% dichiara di rivolgersi ad internet per chiarire i dubbi in ambito affettivo e sessuale (e non solo, ovviamente) e la maggior parte lo fa o per l’imbarazzo di chiedere a qualcuno o perché non sa a chi rivolgersi, con il rischio di esporsi a fake news, informazioni sbagliate e fuorvianti. Solo l’8% si rivolge ai genitori – con percentuali in calo negli ultimi tre anni – il 6% al medico e il 4% ai semi-scomparsi consultori. Il 12% chiede aiuto agli amici o, semplicemente, non chiede a nessuno, con la percentuale di questi ultimi che sale notevolmente nella fascia dei più giovani tra gli 11 e i 13 anni.



L’IMPORTANZA DELL’EDUCAZIONE SESSUALE PER I GIOVANI. Di fronte a questo scenario complicato e a tratti preoccupante, quali potrebbero essere, pertanto, le misure da introdurre? L’educazione in ambito affettivo e sessuale risulta essere sicuramente la principale, in quanto strumento importante al fine di arginare gli effetti collaterali di un approccio alla sessualità sempre più inconsapevole a causa di una scarsa o assente educazione e privo di quel dialogo che educatori, esperti e genitori dovrebbero promuovere nei confronti dei giovani e giovanissimi.


A questo proposito, l’educazione sessuale in ambito scolastico risulta ancora scarsa: poco più della metà degli studenti coinvolti (53%) afferma di aver parlato di sessualità, contraccezione e prevenzione a scuola e il 35% di questi spiega di aver ascoltato “cose che già conosceva”. Solo nel 18% dei casi incontri e lezioni sono stati molto utili e per circa l’altra metà di studenti (47% complessivo) questi argomenti sono rimasti del tutto fuori dalle aule. Eppure, i giovani hanno le idee molto chiare e, nel 51% dei casi, vorrebbero l’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole, il 43% la metterebbe opzionale e solo il 6% invece ne è contrario. Tra le tematiche da affrontare emergono maggiormente l’identità di genere e quella sessuale.


L’influenza positiva delle iniziative di educazione sessuale è confermata anche dai dati dell’Osservatorio Durex: tra coloro che hanno parlato di sessualità a scuola c’è maggiore consapevolezza in merito alle infezioni sessualmente trasmissibili e all’efficacia del preservativo come strumento di prevenzione. Così come è maggiore, in questo contesto, la consapevolezza circa gli altri metodi contraccettivi, come il coito interrotto, meno utilizzato e ritenuto non efficace, proprio da coloro che hanno avuto la fortuna di trattare il tema all’interno del percorso scolastico.


Questi risultati offrono degli elementi di riflessione fondamentali al fine di aumentare la consapevolezza sui rischi correlati alla mancanza di educazione affettiva e sessuale e di indirizzare l’impegno quotidiano nel fornire alle giovani generazioni gli strumenti necessari per compiere scelte informate e consapevoli.


Per fare questo è necessario promuovere sempre più un dialogo aperto con famiglia, educatori, esperti ed istituzioni  sfidando tabù e pregiudizi, nonché aumentare gli interventi di educazione, informazione e sensibilizzazione – a partire dal contesto scolastico – alla salute, alla prevenzione, alle emozioni e al rispetto reciproco, diffondendo la cultura del preservativo come atto di amore verso sé stessi e gli altri ed aiutando i giovani di oggi ad affrontare con serenità la propria vita affettiva e a diventare adulti sessualmente consapevoli e sani.


WORLD AIDS DAY 2022: CONTINUA L’IMPEGNO NEL SEGNO DI “A LUCI ACCESE”. Nel 2022, l’impegno del brand sui temi del benessere affettivo e sessuale si è rafforzato ulteriormente sotto il cappello di “A Luci Accese”, il programma di purpose di Durex volto a diffondere la cultura di una sessualità protetta, consapevole e libera, specialmente tra i giovani che, come emerge dall’Osservatorio, rappresentano oggi la fascia maggiormente esposta a disinformazione e a comportamenti a rischio.


Con “A Luci Accese”, Durex, insieme a Skuola.net, si impegna a tutelare queste fasce d’età aiutandole a compiere scelte informate e consapevoli attraverso un impegno concreto verso l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole e sul web, anche con l’aiuto di esperti clinici e psicologi.


Durex, inoltre, conferma anche quest’anno il rinnovo della collaborazione con ANLAIDS, la prima e più storica associazione in Italia per la lotta all’AIDS, con una donazione in termini economici e di preservativi gratuiti da distribuire presso i loro centri. Inoltre, in occasione della puntata del primo dicembre di X-Factor, di cui il brand è partner, i giudici indosseranno il fiocchetto rosso, storico simbolo del World Aids Day e lanceranno un appello di sensibilizzazione sul tema.


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