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Mercoledì 25 gennaio 2023 - 07:07

Tajani: la Russia vuole un nuovo Medioevo, subito aiuti e armi all’Ucraina

"Sono preoccupato, il clima non è dei migliori"

Tajani: la Russia vuole un nuovo Medioevo, subito aiuti e armi all’Ucraina
Roma, 25 gen. (askanews) – “L’invio di armi avverrà il prima possibile. L’Ucraina ha urgente bisogno anche di aiuti per i civili. Ci stiamo concentrando sul sostegno umanitario. La Russia vuole riportare l’Ucraina al Medioevo. Per i missili Samp-T ci vuole tempo, ci sono questioni tecniche da risolvere, ma arriveremo a una soluzione”. Lo afferma, in una intervista alla Stampa, il ministro degli Esteri Antonio Tajani.


Sul fronte armi, quando sarà pronto il sesto decreto? “Ci vuole tempo, è normale – risponde Tajani -. Ci sono dei problemi tecnici. Non è questione di volontà. Il decreto significa anche l’elenco delle armi che vengono inviate. Dobbiamo affrontare questioni tecniche, per assemblare il sistema difensivo coi francesi. Lo scudo antimissile Samp-Tè composto da più parti, alcune le mette la Francia altre l’Italia. Non sempre parlano tra loro. Ci sono varianti legate alla tecnologia, al sistema di comando e controllo”. “Sono preoccupato – aggiunge Tajani -, il clima non è dei migliori. Le dichiarazioni dei russi sono molto aggressive. Mi auguro che non ci sia voglia di alzare i toni dello scontro. Dobbiamo fare di tutto, perché non si allarghi mai lo scontro. Né la Nato, né l’Europa, che hanno il dovere di aiutare l’Ucraina, sono in guerra con la Russia”.



“In questo momento, sembra difficile ogni realistico margine di negoziato, ma non dobbiamo rinunciarvi – conclude il ministro -.


Non sono ottimista nel breve periodo, ma ho incoraggiato la Turchia a fare tutte le azioni necessarie per aprire un dialogo.



Ho insistito con il direttore generale dell’Aiea Grossi per un accordo su Zaporizhzhia, perché se ci sarà uno scontro attorno alla centrale nucleare, il rischio sarà generale, non solo per Russia e Ucraina. L’altro aspetto fondamenta le sono le forniture di frumento e cereali ai Paesi più poveri, e non solo. Penso anche all’Egitto. Senza grano, si rischiano forti tensioni sociali in Africa, con un incremento dell’immigrazione. Stati Uniti, Cina, Vaticano, Onu e la stessa Turchia possono svolgere un ruolo”.


Vep/Int13



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