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Mercoledì 21 settembre 2022 - 15:19

Mosca si prepara ad annunciare le categorie esentate dalla “mobilitazione parziale”

Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Peskov

Mosca si prepara ad annunciare le categorie esentate dalla “mobilitazione parziale”
Roma, 21 set. (askanews) – Il governo russo annuncerà “molto presto” quali categorie di cittadini saranno esentati dalla mobilitazione parziale dei riservisti decisa dal presidente Vladimir Putin. Lo ha precisato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.


In merito alla possibilità di chiudere le frontiere per evitare una possibile fuga dal Paese – e dopo un picco di richieste di biglietti aerei dalla Russia – Peskov si è limitato a rispondere che le leggi in vigore prevedono anche queste eventualità.Nel discorso di questa mattina Putin ha parlato di “mobilitazione parziale” dei riservisti e di coloro con esperienze militari passate o con professionalità particolarmente adatte. Il ministro Difesa russo, Sergey Shoigu, ha poi precisato che si tratta di 300mila effettivi.



Shoigu ha poi aggiunto che le reclute in servizio di leva continueranno a svolgere i propri compiti in territorio russo e che l’arruolamento degli studenti è escluso; e che coloro che lavorano nel complesso militare-industriale potranno ottenere un rinvio.


In un discorso alla nazione annunciato per ieri sera e poi misteriosamente rinviato e andato in onda stamattina Putin aveva detto che “l’Occidente collettivo” vuole distruggere la Russia come già ha fatto con l’Unione sovietica ma la Russia, “quando la sua integrità territoriale è minacciata, usa tutti i mezzi a disposizione, questo non è un bluff”.



Il presidente russo ha quindi confermato che Mosca intende riconoscere i referendum in agenda (da ieri) dal 23 settembre e che in pratica il piano è di procedere con l’annessione delle repubbliche autoproclamate di Luhansk e Donetsk, nonchè delle regioni di Kherson e parte di Zaporizhzhia, nel Sud ucraino. Il capo del Cremlino ha annunciato la mobilitazione parziale, che per ora riguarderà solo le riserve: 300mila uomini, secondo il ministro della Difesa Sergey Shoigu che ha parlato dopo Putin per dettagliare e spiegare un passo molto delicato, quello della chiamata alle armi che si allarga a soldati non volontari o professionisti.


“L’obiettivo dell’Occidente è indebolire, dividere e quindi distruggere il nostro Paese, lo dicono chiaramente che nel 1991 sono stati in grado di spezzare l’Unione Sovietica e adesso è arrivato il momento anche per la Russia, che dovrebbe frantumarsi in tante regioni”, ha detto Putin. Ma la Federazione russa è pronta a difendersi, “questo non è un bluff”, ha affermato il presidente russo, che ha evocato anche il possibile uso dell’arma nucleare.



Mgi/Int13


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