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Giovedì 28 luglio 2022 - 10:56

Torna Kim Jong Un e minaccia l’uso del nucleare

Nel mirino il sistema di attacchi preventivi della Corea del Sud

Torna Kim Jong Un e minaccia l’uso del nucleare
Roma, 28 lug. (askanews) – La sfuriata del leader supremo nordcoreano Kim Jong Un, che ha minacciato l’uso della propria deterrenza nucleare contro un eventuale “attacco preventivo” sudcoreano, alza nuovamente la tensione nella Penisola coreana. La presidenza di Seoul ha reagito con “profondo disappunto” alle minacce del dittatore di Pyongyang, notando anche come Kim per la prima volta abbia chiamato per nome il nuovo presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol.


“Esprimiamo profondo disappunto per il fatto che il presidente Kim Jong Un abbia fatto affermazioni minacciose nei confronti del nostro governo, anche menzionando il presidente per nome”, si legge nel comunicato. “Il governo – continua – mantiene una costante prontezza nel rispondere con forza ed efficacia a ogni provocazione della Corea del Nord e difenderà la sicurezza nazionale e la salvezza del popolo sulla base della ferma alleanza Corea del Sud-Usa”.



Seoul da tempo registra un aumento della tensione. E due giorni fa il ministro dell’unificazione Kwon Young-se aveva espresso la preoccupazione che nel cosiddetto “Giorno della Vittoria”, nel quale Pyongyang celebra l’armistizio che pose fine alla guerra di Corea nel 1953, potesse essere effettuato il settimo test nucleare nordcoreano presso il sito di Punggye-ri. Il test non c’è stato, ma è riapparso Kim dopo oltre due settimane di assenza dalla scena pubblica. E l’ha fatto, metaforicamente, col botto.


“Ora le nostre forze armate sono completamente preparate a rispondere a qualsiasi crisi e anche le forze di deterrenza nucleare del nostro Paese sono completamente pronte a mobilitare in modo corretto, accurato e rapido il proprio potere assoluto per compiere la propria missione”, ha detto Kim.



“Il doppio standard degli Stati Uniti, che etichetta in modo fuorviante tutte le nostre azioni quotidiane come provocazioni e minacce mentre si tengono esercitazioni congiunte su larga scala che minacciano seriamente la nostra sicurezza nazionale, è un comportamento letteralmente da delinquente che spinge le relazioni tra Corea del Nord e Stati Uniti al conflitto e a un punto che è irreversibile”, ha continuato, facendo riferimento probabilmente alle esercitazioni congiunte Usa-Sudcorea Ulchi Freedom Guardian, previste a partire dal 22 agosto al primo settembre, dopo che erano state messe in stand-by dal 2018 dal precedente governo progressista sudcoreano di Moon Jae-in, il quale puntava a un disgelo con Pyongyang.


Kim, poi, sottolineato che ogni possibile tentativo della Corea del Sud di effettuare un attacco preventivo contro la Corea del Nord, per neutralizzare una parte del suo potenziale militare, sarebbe vano e ha menzionato per nome il presidente della Corea del Sud tre volte nel suo discorso, bollando i militari del Sud come “gangster”.



L’obiettivo degli strali di Kim, in particolare, è la strategia “Kill Chain”, che punta a fermare eventuali attacchi missilistici e nucleari nordcoreani anche con raid prevetivi sui siti di tiro e sulla catena di controllo e comando. Si tratta di una strategia elaborata una decina di anni fa, sulla quale il conservatore Yoon sta di nuovo mettendo risorse, il che conferma la sua volontà di avere con Pyongyang una linea di maggiore durezza.


Kill Chain rappresenta una minaccia implicita e personale allo stesso Kim, il quale è al vertice della catena di comando militare e quindi sarebbe giocoforza obiettivo degli attacchi preventivi, secondo molti tra gli osservatori di cose militari coreane. Questo rende la strategia particolarmente rischiosa.


A dare ulteriore concretezza alla strategia, poi, è arrivata questo mese la decisione di costituire un nuovo comando strategico a partire dal 2024, sotto il quale verrebbero messi i principali asset militari delle forze armate sudcoreane: gli aerei da guerra stealth di ultima generazione F-35A, i satelliti spia, i missili balistici e le batterie anti-missile.


Il sistema di risposta a eventuali attacchi missilsitici da parte del Nord della Corea del Sud è detto a “tre assi”: il sistema di attacchi preventivi Kill Chain, il sistema di difesa aerea e missilistica per abbattere i missili e quello di rappresaglia massicci dopo un eventuale attacco da parte del Nord.


Questi tre corni sono guidati da diverse catene di comando e si muovono in base ai piani dettati dallo Stato maggiore congiunto (a guida Usa in caso di conflitto). La creazione del nuovo comando strategico – nell’idea della difesa sudcoreana – permetterà un migliore coordinamento nelle risposte tra i tre assi.


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