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Giovedì 7 luglio 2022 - 09:03

Negli Usa è possibile assolvere la vittima di abusi che uccide l’aggressore

Lo ha stabilito la Corte Suprema del Wisconsin per la giovane Chrystul Kizer

Negli Usa è possibile assolvere la vittima di abusi che uccide l’aggressore
Roma, 7 lug. (askanews) – Una giovane donna americana accusata di omicidio potrà chiedere l’assoluzione sulla base del fatto che la sua vittima la stava sfruttando sessualmente, secondo quanto stabilito ieri da un tribunale americano, in un caso molto seguito negli Stati Uniti. Lo scrive France Presse.


Nel giugno 2018, Chrystul Kizer, all’epoca 17enne, ha sparato e ucciso Randall Volar, 34 anni, nella sua casa di Kenosha, vicino a Great Lakes, prima di dare fuoco alla sua abitazione e rubare la sua auto. La giovane donna afroamericana ha detto agli investigatori di essere “stanca di essere toccata”.



Il 30enne era all’epoca indagato per abusi sessuali su minori e la polizia trovò a casa sua dei video pornografici, tra cui uno di Chrystul Kizer.


La ragazza ha poi raccontato al Washington Post che lui l’aveva pagata per fare sesso, cosa che in Wisconsin è considerata “traffico sessuale di minori”. È stata accusata di omicidio, un’accusa che comporta automaticamente l’ergastolo nello Stato.



Era stata lanciata anche una petizione per chiedere l’archiviazione delle accuse in nome del diritto all’autodifesa: ha raccolto 1,5 milioni di firme sul web. Anche celebrità come l’attrice Alyssa Milano avevano sostenuto il suo caso ed era stato raccolto un fondo di 400.000 dollari per il suo rilascio su cauzione nel giugno 2020.


Il caso legale si era arenato.



All’inizio del procedimento, il suo avvocato aveva invocato una legge statale che consente alle vittime di “traffico sessuale di minori” di essere esonerate dai reati commessi “direttamente” come conseguenza dell’abuso. Ma i pubblici ministeri si erano opposti a questa linea di difesa: per loro, l’omicidio non era il “risultato diretto” degli abusi subiti dalla ragazza, ma era stato pianificato per rubare l’auto di Randall Volar.


Dopo diversi passaggi, ieri la Corte Suprema del Wisconsin ha concesso a Chrystul Kizer una prima vittoria. “A differenza di altri crimini che si verificano in momenti specifici, la tratta di esseri umani può intrappolare le vittime in un ciclo di abusi apparentemente senza speranza per mesi o addirittura anni”, si legge nella sentenza, adottata da una maggioranza risicata.


“Per questo motivo, un reato imprevedibile o che non si verifica immediatamente dopo l’abuso può essere una conseguenza diretta della tratta, purché vi sia una connessione logica tra i due”, ha continuato il tribunale, consentendogli di presentare questa difesa al processo.


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