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Martedì 28 giugno 2022 - 19:16

Il G7 prepara nuove sanzioni a Russia, si parte con il petrolio e l’oro

Passi avanti su price cap gas. Sostegno a Kiev fino a quando necessario

Il G7 prepara nuove sanzioni a Russia, si parte con il petrolio e l’oro
Elmau, 28 giu. (askanews) – Un passo avanti per l’imposizione di un tetto al prezzo del petrolio russo (e forse anche del gas), l’embargo, anche se non per tutti immediato, sulle importazioni dell’oro russo. Sono questi i due impegni concreti usciti dal G7 di Elmau, in Baviera, per continuare a stringere la “morsa” economica intorno alla Russia e costringerla a sedersi a un tavolo negoziale.


I leader, nella dichiarazione finale, hanno confermato la volontà di imporre a Mosca “costi severi e duraturi” per “contribuire a porre fine alla guerra”, con un “coordinamento senza precedenti sulle sanzioni per tutto il tempo necessario”, riducendo le “entrate” della Russia, anche sull’oro. L’import sull’oro oggi è stato già bloccato da Usa, Gran Bretagna, Canada e Giappone e gli altri Stati potranno seguire.



Per quanto riguarda l’energia, i governi “esploreranno misure aggiuntive, come tetti al prezzo” dei combustibili fossili, senza specificare quali. Mentre sul petrolio il piano operativo dovrebbe essere pronto entro un paio di settimane, per un price cap sul gas la strada è più in salita, in primo luogo perchè a chiederlo sono alcuni (non tutti) Paesi europei, in testa l’Italia. La Commissione Ue ha però aperto a una accelerazione dello studio di fattibilità del tetto, e il premier Mario Draghi ha espresso l’auspicio che si arrivi a una decisione prima di ottobre.


I leader, che ieri hanno parlato in videocollegamento con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, assicurano che sosterranno l’Ucraina “per tutto il tempo necessario”, fornendo “il necessario sostegno finanziario, umanitario, militare e diplomatico” a Kiev. Proprio questa settimana, dagli Usa dovrebbe arrivare un nuovo pacchetto comprendente missili terra-aria contro gli attacchi aerei. Anche se al momento non sembrano esserci concrete prospettive di pace, i leader si dichiarano comunque pronti ad accogliere ogni possibile disponibilità e a lavorare per far progredire le trattative. Per questo Biden ha sentito il presidente turco Erdogan (i due avranno un bilaterale a margine del vertice Nato) e il G7 rivolge un appello alla Cina affinchè solleciti la Russia” a “ritirare incondizionatamente e immediatamente le sue truppe”.



Con Pechino i rapporti non sono semplici: la Cina, affermano, deve garantire “diritti, libertà e un alto grado di autonomia per Hong Kong” ed evitare “qualsiasi tentativo unilaterale di cambiare lo status quo con la forza o la coercizione” a Taiwan.


Proprio una risposta alla Cina e alla sua Via della Seta sembra essere il programma di investimenti “Partnership for Global Infrastructure and Investment” che garantirà 600 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, in particolare per i Paesi in via di sviluppo.



Sul clima, nella dichiarazione finale non vengono definiti nuovi obiettivi da raggiungere, ma sono confermati i target degli Accordi di Parigi, per centrare i quali sarà costituito un “Club Climatico internazionale aperto e cooperativo”.


Afe/Int14


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