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Martedì 12 aprile 2022 - 14:06

Parigi, mostra Cantica21. Dante Alighieri and the Italian Artists

Parigi, mostra Cantica21. Dante Alighieri and the Italian Artists
Roma, 12 apr. (askanews) – Dopo Shanghai prosegue con Parigi il tour internazionale della mostra “Cantica21. Dante Alighieri and the Italian Artists”.


L’esposizione, in programma dal 14 aprile all’11 maggio 2022 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, presenta 5 opere dedicate alla figura di Dante Alighieri realizzate grazie all’avviso pubblico “Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere” promosso dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.



La nuova tappa vede di nuovo la curatela scientifica della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, in partenariato con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.


Così il Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura Onofrio Cutaia: “Con questa nuova tappa della mostra Cantica21. Dante Alighieri and the Italian Artists a Parigi, prosegue l’azione di internazionalizzazione della creatività del nostro Paese da parte del Ministero della Cultura, in stretta sinergia con il MAECI. Il progetto di Cantica21 rappresenta per i nostri artisti italiani un’importante occasione di confronto con gli ambienti culturali all’estero e una fonte di arricchimento e di stimolo reciproco”.



“Arte contemporanea e tradizione culturale si fondono in queste opere mostrando che il contemporaneo dell’oggi è in potenza il classico del domani. Dante con il suo poema fu un avanguardista e uno sperimentatore. Assieme alla sua costruzione poetica che ancora oggi ispira ogni visione dell’al di là, inventò la lingua italiana” – afferma Diego Marani, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.


Il percorso espositivo si articola lungo gli spazi dell’Hôtel de Galliffet, sede dell’Istituto: le opere, per l’occasione, vengono riallestite instaurando un inedito dialogo con gli ambienti dello storico edificio settecentesco. Protagonista della mostra, così come per la precedente tappa di Shanghai, è la luce che caratterizza ogni opera, a evocare simbolicamente il viaggio compiuto dal Sommo Poeta nella Divina Commedia: la totale oscurità dell’immersiva opera video di Valentina Furian, la penombra che avvolge le installazioni di Marinella Senatore e Marta Roberti, la luce calibrata per l’installazione fotografica di Silvia Camporesi e, infine, l’opera di Leone Contini che vive di luce.



Le scure atmosfere dell’Inferno, il regno dantesco dedicato ai supplizi per chi ha commesso gravi peccati in vita, fanno da suggestiva introduzione a “Ciacco”, il film di Valentina Furian dedicato al girone dei golosi, condannati a essere tormentati, sotto una pioggia incessante, dal cane Cerbero e le sue tre teste. Il punto di vista di chi guarda il video è continuamente messo in discussione e il pubblico si trova a vivere l’esperienza di essere contemporaneamente vittima, carnefice e spettatore.


Nell’opera di Marinella Senatore, la visione dell’Inferno inteso come luogo di punizione eterna per i peccatori viene ribaltato suggerendo che anche il peggior peccatore può trovare la strada per la sua redenzione. Senatore con l’opera “A salire a le stelle / To Climb To The Stars”, mostra il percorso di redenzione dell’anima di Vanni Fucci, indicando come tutti possano avere una seconda opportunità, anche soprattutto attraverso il linguaggio dell’arte.


L’artista Marta Roberti rivolge la sua attenzione agli animali. I disegni che compongono “Bestiario dell’altro mondo” puntano all’aspetto metamorfico e mostruoso ispirato dagli esseri polimorfi dell’opera dantesca in cui l’elemento umano si mescola a quello animale. Con la sua opera Roberti indica che la vita nella Divina Commedia può essere considerata una metamorfosi intraspecifica, così Dante viene letto in un’inedita chiave ecologica nella quale ogni individuo è il risultato di un patchwork multi-specifico.


Interpretando il simbolismo allegorico presente nella Divina Commedia, Silvia Camporesi ha realizzato un lavoro composto da disegni e fotografie inedite, ispirandosi anche ai repertori di ambito esoterico, con lo scopo di verificare il simbolismo dei numeri ricorrenti presenti del Poema e rivelarne “La dottrina nascosta”.


La scultura “Monte Purgatorio” di Leone Contini è composta da macerie e detriti che rimandano alle distruzioni belliche della storia recente sulla cui sommità, tuttavia, germoglia della vegetazione, a indicare che anche dai peggiori disastri è possibile rinascere a nuova vita.


La mostra ha un duplice scopo: da una parte celebrare il Padre della lingua italiana e diffondere la conoscenza nel mondo, dall’altra, promuovere l’arte contemporanea italiana a livello internazionale attraverso una selezione di artisti che hanno saputo captare e reinterpretare in maniera inedita l’immaginario di Dante Alighieri.


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