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Lunedì 28 febbraio 2022 - 10:47

Al via lavori in diocesi sarda, fondi anche da Segreteria di Stato

Oggi nuova udienza del processo con cardinale Becciu imputato

Roma, 28 feb. (askanews) – Ci sono anche i 100mila euro stanziati nel 2018 dalla Segreteria di Stato vaticana, all’epoca in cui Sostituto agli Affari generali era Angelo Becciu, allora non ancora cardinale, nel fondo che ammonta complessivamente a più di un milione e 500 mila euro che sarà destinato alla realizzazione a Ozieri, in Sardegna, della Cittadella della carità. Un centro multifunzionale che ospiterà spazi per l’accoglienza e aree di inclusione, i cui lavori di realizzazione sono iniziati in questi giorni, mentre nel tribunale vaticano procede, con una nuova udienza che si svolge proprio oggi, il processo che vede Becciu tra gli imputati per la compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra.


“Solo nei giorni scorsi, grazie alla recente concessione di un mutuo – afferma il vescovo di Ozieri monsignor Corrado Melis, presidente della Caritas diocesana, citato oggi dalla Nuova Sardegna – abbiamo potuto dare l’avvio ai lavori, che prevedono un importo complessivo per 1.580.754 euro. Il contributo di 100 mila euro che nel 2018 la Diocesi di Ozieri ha ricevuto dalla Segreteria di Stato del Vaticano tramite l’allora sostituto monsignor Angelo Becciu per la realizzazione di ‘opere di carità in favore dei bisognosi’ è rimasto fermo in attesa del raggiungimento di una cifra adeguata per realizzare il progetto, ma ora l’intera somma sarà impiegata come previsto. Una ulteriore risposta della comunità ecclesiale alle attese dei poveri di Ozieri – dice il vescovo Melis – e che andrà ad ampliare i servizi ecclesiali che circondano la Cattedrale – Episcopio, Curia, Caritas diocesana e la cooperativa sociale Spes, e il centro Caritas interparrocchiale recentemente inaugurato e intitolato alla Beata Elisabetta Sanna, ospitando un centro servizi, uffici, un luogo per la socializzazione di anziani e persone a rischio emarginazione ed esclusione sociale, un piccolo hotel solidale per l’ospitalità di viaggiatori e di persone con difficoltà temporanee. Un luogo in cui ciascuno potrà bussare quando avrà necessità, prestare servizio, sentirsi a casa”. L’opera, prosegue il vescovo, sarà “anche un’opportunità occupazionale sia per la costruzione dell’edificio, il cui committente è la stessa Spes, che da sempre opera coniugando solidarietà ed imprenditorialità per creare occupazione e impatto sociale, sia per la futura gestione dei servizi che vedrà coinvolti, oltre a volontari ed operatori Caritas, anche gli ‘ultimi’, ma che con il lavoro, che la Spes promuove come strumento pedagogico, potranno uscire dai margini per vivere nella comunità”.



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