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Martedì 21 dicembre 2021 - 13:54

Libia, Gazzini: voto improbabile, serve subito un piano anti-crisi

"Pericolosa" incertezza che potrebbe innescare grave escalation

Libia, Gazzini: voto improbabile, serve subito un piano anti-crisi
Roma, 21 dic. (askanews) – “E’ probabile che il 24 dicembre arrivi e passi senza che si voti” in Libia, ma “la cosa più preoccupante”, ha sottolineato Claudia Gazzini, senior analyst for Libya dell’International Crisis Group, “è che questo possa accadere senza un piano su cosa succederà dopo”.


Nei giorni scorsi, un membro della Commissione elettorale libico ha definito “impossibile” tenere le elezioni nella data prevista dalla road map concordata dal Forum di dialogo politico libico nel novembre del 2020, ma domenica scorsa il direttore della Commissione, Emad al-Sayeh, ha precisato che spetta alla Camera dei rappresentanti di Tobruk annunciare ufficialmente il rinvio. Proprio dalla road map del 2020 è nato anche il governo di unità nazionale guidato dal premier Adbul Hamid Dbeibah, che aveva ottenuto la fiducia lo scorso marzo dalla Camera dei rappresentanti con il mandato di guidare il Paese al voto del 24 dicembre.



Al momento, ha spiegato Gazzini interpellata da askanews, non è chiaro se il governo di Dbeibah “rimarrà al potere o se sarà sostituito, e in caso affermativo, da chi”. Ma questa incertezza, questa “assenza di una visione sul percorso da seguire è pericolosa, perché potrebbe gettare il Paese in una nuova profonda crisi politica” come accaduto nel 2014, con la Libia spaccata tra due governi, e forze armate, rivali.


Ad oggi un nuovo conflitto appare “fuori discussione, soprattutto perchè i principali sostenitori stranieri delle due parti libiche, Turchia ed Emirati arabi uniti, sono impegnati in un processo di riconciliazione”, ha evidenziato l’analista, facendo riferimento alla visita di fine novembre ad Ankara del principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed al Nahyan, la prima dopo 10 anni di tensioni con i due Paesi spesso su fronti opposti, come in Libia. Ma anche se il rischio di un conflitto appare ora contenuto, è l’analisi di Gazzini, “una crisi politica non è meno pericolosa per un Paese che ha appena iniziato a stabilizzarsi”, e “non è del tutto escluso” che una crisi politica non abbia conseguenze violente a Tripoli “tra gruppi armati alleati e avversari dell’attuale governo”.



Per questo “le Nazioni unite devono adoperarsi con rapidità per mediare tra le fazioni e le istituzioni rivali perchè venga definita una nuova road map provvisoria, incluso un nuovo calendario elettorale, e per garantire il sostegno nazionale e internazionale”. Nominata due settimane fa, il Consigliere speciale dell’Onu per la Libia, Stephanie Williams, ha avviato una serie di consultazioni con istituzioni e rappresentanti politici e della sicurezza, tra cui anche diversi candidati alle elezioni, quali Dbeibah, il generale Khalifa Haftar e l’ex ministro della Difesa, Fathi Bashagha. Tutti incontri, ha scritto sul proprio account Twitter, “a sostegno di un processo elettorale libero, giusto e credibile”.


Scegliere “una via d’uscita non sarà facile”, ha riconosciuto Gazzini, “ma una decisione deve essere presa in fretta e con il pieno sostegno internazionale”.



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