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Lunedì 13 dicembre 2021 - 16:19

Azerbaigian, una via per uscire dalla tensione con l’Armenia

Secondo quanto dice l'ambasciatore Ahmadzada

Roma, 13 dic. (askanews) –


A oltre un anno dalla fine della guerra, qual è la situazione tra Armenia e Azerbaigian? Cosa sta succedendo nei territori liberati dall’esercito di Baku? Per comprendere cosa sta accadendo, InsideOver ha intervistato l’ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, Mammad Ahmadzada.



Secondo l’ambasciatore ” Il conflitto è finito e dobbiamo guardare al futuro. Le opportunità create da queste nuove realtà possono portare l’Armenia sulla via dello sviluppo. Sfortunatamente, anche in questa situazione, le forze estremiste armene stanno cercando di trascinare l’Armenia in nuove tragedie”.


L’ambasciatore aggiunge che “non esiste oggi un’unità territoriale amministrativa in Azerbaigian chiamata Nagorno Karabakh. Con decreto presidenziale del 7 luglio di quest’anno, sono stati creati due distretti economici negli ex territori occupati: il Karabakh e lo Zangazur orientale. È importante quindi che la comunità internazionale non si riferisca ai nostri territori usando termini legalmente inesistenti e manipolativi. In una parte del distretto economico del Karabakh, in cui vivono anche cittadini azerbaigiani di origine armena, secondo la dichiarazione tripartita del 9-10 novembre del 2020, è stato dispiegato il contingente di pace della Federazione Russa. La stessa dichiarazione prevede che il contingente di pace della Federazione russa si schieri in quelle aree parallelamente al ritiro delle forze armate armene da lì. Tuttavia, il mancato rispetto di questa condizione da parte dell’Armenia e il fatto che queste forze si trovino ancora illegalmente in quei territori è uno dei motivi principali della tensione”.



Per quanto riguarda i colloqui svoltisi a Sochi il 26 novembre scorso tra il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, il presidente della Russia, Vladimir Putin, e il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan il cui risultato è stata una dichiarazione congiunta, l’ambasciatore dice: “Con la dichiarazione del 26 novembre, i tre leader hanno convenuto di adottare misure per aumentare il livello di stabilità e sicurezza al confine tra Azerbaigian e Armenia e condurre il lavoro verso la creazione di una Commissione bilaterale sulla delimitazione del confine di Stato tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica di Armenia”.


Sulla possibilità di convivenza tra i due paesi, l’ambasciatore conclude: “Azerbaigian e Armenia sono paesi che si trovano nella stessa regione. Come è evidente, per più di 30 anni, abbiamo visto e vissuto un periodo molto difficile nei rapporti tra i due Paesi, che ha portato grandi tragedie ad entrambe le parti. Dopo tanto tempo, sono emerse possibilità per i due Paesi di convivere pacificamente, seppur con difficoltà…. Se l’Armenia vuole davvero la pace e la stabilità nella regione, allora deve adottare misure concrete per normalizzare le relazioni e porre fine alle provocazioni, astenersi dai tentativi di ostacolare la costruzione della pace, creando deliberate tensioni nell’area e dare piena attuazione alle dichiarazioni trilaterali, conformemente ai suoi impegni. Solo così si potrà davvero vivere in pace. Per sempre”.



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