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Martedì 30 novembre 2021 - 13:17

##Covid, Cooke (Ema): vaccini restano validi contro variante Omicron

Direttrice Ema: "Ma siamo pronti ad adattarli se fosse necessario"

##Covid, Cooke (Ema): vaccini restano validi contro variante Omicron
Bruxelles, 30 nov. (askanews) – I vaccini attuali contro il Covid-19, per quanto se ne sa oggi, rimangono efficaci e continuano a proteggere dalle forme gravi della malattia e dal rischio di decesso anche nel caso in cui si diffondesse la nuova variante Omicron. E in ogni caso, sono stati predisposti dei piani d’emergenza che consentono di adattare i vaccini alle nuove varianti, se questo si rivelasse necessario, e di approvarli poi “entro tre-quattro mesi”. E’ quanto ha detto oggi a Bruxelles, in estrema sintesi, Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea del Farmaco (Ema) Emer Cooke, durante una audizione alla commissione Ambiente, Sanità e Consumatori del Parlamento europeo.


“Sappiamo che i virus mutano – ha detto Cooke – e siamo preparati. Abbiamo predisposto dal febbraio dello scorso anno delle linee guida che consentono alle compagnie farmaceutiche un ‘fast track’ per adattare i vaccini alle nuove varianti, se necessario. In questa fase dobbiamo essere molto attenti, non sappiamo ancora se ce ne sarà bisogno, ma abbiamo predisposto dei piani di emergenza, e siamo in contatto con gli altri regolatori internazionali, l’Oms e l’Ecdc (il Centro europeo per la prevenzione e e il controllo delle malattie, ndr), per avere la sicurezza di essere preparati al peggio, anche se speriamo per il meglio”.



“Devo sottolineare – ha continuato la direttrice dell’Ema – che abbiamo molti più strumenti per lottare contro questa pandemia ora di quanti ne avessimo dell’inverno scorso. I vaccini sono e restano gli strumenti principali, e ne abbiamo quattro autorizzati e quattro in attesa di autorizzazione”. Tra questi ultimi, ha annunciato Cooke, “il vaccino Novavax potrebbe essere autorizzato entro poche settimane”.


La direttrice dell’Ema ha sottolineato poi che “lo sforzo collettivo fatto in tutta l’Europa per assicurare che questi vaccini fossero sviluppati e valutati è senza precedenti. Non solo siamo stati in grado di approvare vaccini in tempo record, ma abbiamo anche assicurato che le capacità di produzione fossero aumentate; i numeri sono impressionanti e anche qui senza precedenti. In nemmeno un anno sono state distribuite più di un miliardo di dosi negli Stati membri e sono stati esportati 1,3 miliardi di dosi”.



“Ma ora – ha avvertito Cooke – dobbiamo lavorare ancora più duramente per aumentare la vaccinazione negli Stati membri, specialmente in quei paesi in cui i tassi sono pericolosamente bassi; e questo è particolarmente importante mentre continuiamo ad accrescere le nostre conoscenze sulla nuova variante Omicron. Nel mio paese, l’Irlanda, è vaccinato il 93% della popolazione adulta, uno dei tassi più alti dell’Ue, e sono stati registrati negli ultimi 14 giorni 15 morti per milione di abitanti. In due altri Stati membri in cui il tasso di vaccinazione della popolazione adulta è inferiore al 50%, invece, ci sono stati nello stesso periodo 250 morti per milione di abitanti”.


“Dai dati che continuiamo a vedere – ha sottolineato quindi la direttrice dell’Ema – i vaccini autorizzati restano efficaci e continuano a salvare le persone dalle forme più gravi della malattia e dal decesso. Anche con una maggiore diffusione delle nuove varianti, i vaccini che abbiamo continueranno a fornire protezione”.



Ma, ha proseguito Cooke, “l’efficacia dei vaccini si vanifica col tempo, ed è sempre più chiaro che le persone avranno bisogno di una protezione estesa con la dose di richiamo, che è molto importante anche per la minaccia delle nuove varianti”.


“A ottobre – ha ricordato – abbiamo raccomandato il richiamo con due vaccini, Comirnaty di Pfizer/BioNTech e Moderna. Stiamo ora studiando i dati per il terzo vaccino quello di Janssen. Oltre ai test clinici abbiamo anche i dati relativi alle dosi di richiamo nella vita reale, i quali mostrano che la protezione viene ripristinata o estesa sia contro il contagio che contro la malattia”.


Inoltre, “molti studi mostrano che l’uso di una dose di richiamo diversa dal primo vaccino è efficace tanto quanto il richiamo effettuato con lo stesso vaccino. Su questo stiamo lavorando a una raccomandazione che potrebbe essere utile per gli Stati membri che – ha annunciato la direttrice dell’Ema – speriamo sia pronta a breve, forse già entro la fine di questa settimana”.


Rispondendo alle domande degli eurodeputati, Emer Cooke ha poi aggiunto che, “se sarà necessario modificare gli attuali vaccini” sulla base di nuovi dati per adattarli alle nuove varianti, “potremo essere in grado di approvarli entro tre-quattro mesi”. Ma in questo caso, ha puntualizzato: “La decisione che dovrà essere presa, se sarà necessario, non spetta all’Ema”. La decisione “dovrà tenere conto della situazione epidemiologica, dell’efficacia dei vaccini esistenti con le varianti, della circolazione delle varianti in Europa e di diversi altri fattori”.


La direttrice dell’Ema, infine, ha ricordato il lavoro svolto sulle terapie contro il Covid. In questo contesto, tre farmaci sono già stati autorizzati nell’Ue, uno l’anno scorso e due in ottobre. Questi ultimi, relativi ad anticorpi monoclonali, “forniscono trattamenti efficaci in particolare per gli adulti che rischiano gravi conseguenze” dopo aver contratto la malattia. Inoltre, ci sono “novità promettenti” riguardanti gli antivirali orali sviluppati da Merck e Pfizer, che “sono più facili da somministrare e migliorano l’accesso dei pazienti alle cure”.


E sono in corso di valutazione anche un altro paio di farmaci di un altro tipo, degli immuno-modulatori, ha aggiunto Cooke, dicendosi poi “molto ottimista sul fatto che a medio-lungo termine queste diverse classi di medicine, complementari ai vaccini, faranno la differenza per le persone che soffrono di Covid”.


“Il Covid-19 è una malattia complessa, che si manifesta in modo molto diverso e con diversi stadi in persone diverse. Nessuna delle medicine può essere una bacchetta magica (‘silver billet’, ndr) in sé stessa, ma tutti i nuovi trattamenti sono aggiunte necessarie agli strumenti che abbiamo a disposizione (‘toolbox’, ndr) e danno speranza e nuove possibilità ai pazienti”, ha concluso la direttrice dell’Ema.


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